Luino-Confine Viadotti da risanare

La Prealpina - 03/10/2019

Risanare i viadotti della Ss394 è urgente, il resto si deve costruire cammin facendo. Ma il “resto” è tanto. La parola «urgente» in bocca ai tecnici Anas, sapendo con che parsimonia desiderano sia usata per non creare inutili allarmismi, rende bene l’idea del clima che si è respirato ieri nell’incontro voluto dal sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, per conoscere le esigenze di chi vivrà in qualche modo i disagi dei cantieri annuncianti per 1,2 chilometri da Luino fino alle porte della sua frazione, Colmegna. «I lavori, per un importo superiore a 9 milioni di euro – scrivevano da Anas lo scorso 20 settembre – avranno una durata contrattuale di 400 giorni e saranno avviati, per la parte interferente con il traffico veicolare, nelle prossime settimane una volta concordate con tutti gli enti territoriali coinvolti le modalità di regolamentazione del traffico». Ecco, per una volta in Italia è stato facile trovare i soldi in quello che è stato definito dagli stessi tecnici uno dei cantieri più grandi a livello nazionale, il difficile è mettere insieme le teste e le esigenze di tutti. Che qualcosa poi sia saltato nel coordinamento tra enti ieri è apparso in tutta la sua chiarezza ed ha provato a riannodare questi fili proprio il primo cittadino di Maccagno, con quella che doveva essere una “semplice” conse – gna di lista della spesa delle esigenze degli operatori commerciali, industriali, di pubblica sicurezza e servizi di una fetta di territorio che «non può morire asfissiata – ha ribadito il sindaco di Maccagno ieri – fatta salva la necessità di intervenire bene e in fretta». Ma il semplice recepimento di necessità si è trasformato in una sorta di “cahier de doléance” ed è toccato a Passera, concreto e “arrabbiato”, cominciare una mediazione difficile tra i molti intervenuti che, quasi inevitabilmente, nel descrivere il proprio bisogno mettevano i tecnici e gli impresari che devono fare i lavori di fronte alla solita risposta: «È troppo pesante quel mezzo, non può passare». Per le deroghe citofonare a cantieri iniziati ma certo non per mezzi eccessivamente sopra le 7,5 tonnellate. Le manovre, non solo quelle dei mezzi reali ma anche quelle di chi provava a mediare, si scontravano con pesi, misure, ingorghi. Tutti concordi nel dire che la sicurezza arriva prima di ogni cosa ma poi – è quasi fisiologico – ognuno avanzava la propria necessità con il sindaco impegnato a dire – alle volte con toni forti vista la sua arrabbiatura – «signori, è del tutto evidente che questa cosa chiede sacrifici a tutti, vi prego di trovare insieme a noi soluzioni perché se ci arrocchiamo su punti invalicabili non ne veniamo più fuori». Certo, Passera si rivolgeva ad una platea specializzata chiamata ad hoc ma parlava «a nuora perché suocera intenda». Anche ad Anas, infatti, tutti hanno chiesto comprensione: la chiedono gli allevatori dell’Alta Veddasca che ogni mese ricevono tre carichi di fieno e uno di mangime: per il fieno sono 15 tonnellate a viaggio, per il mangime circa 20. A Garabiolo vi è anche un’industria, e sono posti di lavoro. Che dire dei bus che fanno corse fino all’alta montagna per 12 ore, i postali gialli da e per la Svizzera, Italgas o Enel che quando deve intervenire con le urgenze, ma anche solo per opere ordinarie, usa mezzi che superano le 10 tonnellate? Pragmatici da Anas ascoltano, loro che il limite strutturale di passaggio lo hanno fissato a 7,5 perché sopra quel limite gli operai stessi che lavorano nel cantiere potrebbero essere soggetti a pericoli di crollo. L’assessore ai Trasporti di Luino Alessandra Miglio, presente con l’assessore alle Finanze Dario Sgarbi, ha riferito che a lei non risultava che Regione e Ferrovia fossero informate dell’inizio di questi lavori. Un nuovo incontro è previsto a Luino martedì, in quella che da ieri sembra ormai una sorta di unità di crisi. Anche il sindaco Pellicini ribadisce «l’urgenza degli interventi scaturita proprio da nostre missive»