Lugano Darwin Airlines a terraA rischio 200 lavoratori

La Prealpina - 29/11/2017

) Sono di nuovo a terra gli aerei della Darwin Airlines. I collegamenti tra Agno, l’aeroporto di Lugano che sorge a una manciata di chilometri dal confine italiano, e Ginevra ieri sono stati cancellati, una mossa obbligata in quanto la compagnia si è vista sospendere la licenza dall’Ufficio federale dell’aviazione civile.

L’Ufac, questa la sigla, ha reso noto in un comunicato ufficiale che «non è stato preventivamente informato della domanda di moratoria concordataria, sebbene vi fosse un contatto regolare con Darwin in considerazione della particolare situazione finanziaria». Sono ancora problemi di natura economica dunque a creare turbolenza negli uffici di Darwin Airlines, compagnia regionale svizzera con sede a Lugano e Ginevra come hub di riferimento. Dopo aver volato tre anni e mezzo con il marchio Etihad Regional, frutto dell’acquisizione da parte del colosso di Abu Dhabi del 33 per cento delle azioni del piccolo vettore ticinese, dallo scorso luglio alla cloche si era posizionato un fondo di investimento lussemburghese, 4K Invest, che già controlla la totalità di Adria Airways, compagnia di bandiera slovena. Darwin ha così continuato a vivere con il suo nome dal punto di vista legale, il certificato di operatore aereo è rimasto svizzero, mentre il brand commerciale da Etihad Regional è diventato Adria Airways Switzerland.

L’operazione è durata però soltanto quattro mesi. Già nei giorni scorsi infatti i vertici della compagnia avevano mandato ai dipendenti una mail in cui spiegavano di aver incontrato, sin dall’acquisizione, diversi problemi di mercato che non sono stati mai risolti malgrado i tentativi di rilancio. Comunicavano inoltre l’avvio della procedura di riorganizzazione nell’ambito della legislazione sull’insolvenza e veniva annunciato che la Darwin farà una richiesta di moratoria concordataria per trovare una soluzione con i creditori, per trovare una soluzione alla mancanza di liquidità e evitare il fallimento. Tremano circa 200 dipendenti tra piloti, assistenti di volo e operatori di terra. Tra loro anche diversi italiani.