Lufthansa-Ita, l’Europa dice sì Giorgetti: mai più aiuti di Stato Il gruppo tedesco entra con 1141% per salire al 100% nel 2033. Cosa cambia per i voli

Una delle più grandi operazioni industriali nei cieli europei degli ultimi vent’anni ora può ufficialmente decollare. La Commissione europea ieri ha dato l’ok alle nozze tra Ita Airways e Lufthansa dopo sette mesi di indagini e non poche frizioni tra Roma e Bruxelles. «Chiudiamo positivamente l’annosa vicenda del vettore nazionale che per 4o anni ha contraddistinto il dibattito della pubblica opinione», tira un sospiro di sollievo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la conferenza stampa a Roma, di fianco al ceo di Lufthansa Carsten Spohr e il presidente di Ita Antonino Turicchi. «La soluzione positiva avviene con un operatore che ci conforta rispetto alla possibilità di sviluppare il traffico aereo da/ per l’Italia e Roma diventerà l’hub di riferimento per America, Asia e Africa». «Ita e Lufthansa non avranno più bisogno di aiuti di Stato — ripete più volte Giorgetti —: problemi di questo tipo appartengono al passato». Il ministro — il principale sostenitore dell’operazione — non nasconde che si è trattato di un «percorso travagliato e difficile, ma a distanza di un anno da quando ci siamo visti qui al Mef, è un percorso coronato dal grande successo italiano, tedesco ed europeo». «Benvenuta nella nostra famiglia Lufthansa», esordisce in italiano il ceo tedesco Spohr. «Questa è un’operazione a favore del mercato», aggiunge il presidente di Ita Turicchi. «La logica ha prevalso sui vari ostacoli». «C’è grande soddisfazione per la risoluzione di un dossier che si trascinava da decenni», commenta in una nota Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario per l’Attuazione del programma di governo. «L’accordo coniuga la tutela industriale e occupazionale della compagnia italiana con la difesa dell’interesse nazionale». La notizia viene salutata anche dai sindacati e da Aeroporti di Roma: «Fiumicino sarà sempre più competitivo nello scacchiere europeo grazie al posizionamento strategico nel Mediterraneo», dice il ceo Marco Troncone. L’ok all’unione è condizionato al rispetto ai alcuni rimedi. Italiani e tedeschi dovranno cedere circa 15 coppie di slot (diritti di decollo e atterraggio) all’aeroporto di Milano Linate, pari a 3o voli al giorno in entrambe le direzioni consentendo a chi entra a fare concorrenza di aprire pure una base. Sulle rotte intra europee dove l’unione porterebbe a un monopolio le misure correttive prevedono di consentire l’ingresso di un vettore concorrente (easyJet è in pole) che operi per almeno 3 anni le rotte tra Fiumicino e Francoforte, Monaco di Baviera, Zurigo, Bruxelles e Amburgo, tra Milano Linate e Francoforte e tra Milano (Linate o Malpensa) e Düsseldorf, Amburgo, Bruxelles e Vienna. Sulle tratte dove la sovrapposizione è indiretta Ita e Lufthansa si impegnano ad aumentare la concorrenza anche attraverso accordi di collaborazione per un periodo di 5 anni con il vettore rivale su Bari-Monaco, Napoli-Francoforte, Brindisi-Düsseldorf (nella stagione estiva), BariFrancoforte (invernale), BariAmburgo (estiva), CagliariMonaco (estiva), Napoli-Düsseldorf (invernale), NapoliAmburgo (estiva). Sui collegamenti intercon *** tinentali tra Roma Fiumicino e Washington, San Francisco e Toronto, i due vettori si impegnano a consentire l’ingresso di un concorrente con voli diretti o ad agevolare i collegamenti indiretti via altri hub europei (Parigi, Madrid, Amsterdam, Lisbona) che abbiano una durata complessiva non superiore a 3 ore rispetto al volo diretto di Ita e tempi di connessione fino a 2 ore se la connessione è in Europa. II colosso europeo entrerà in Ita attraverso un aumento di capitale riservato da 325 milioni di euro per il 4196 dell’aviolinea tricolore. Lufthansa avrà la possibilità di salire al 90%. Quindi potrà rilevare anche il restante 10% attorno al 2033, per un investimento complessivo di 829 milioni di euro. Anche se Lufthansa non ha alcuna fretta di fare a meno dello Stato italiano.