L’Sos: «Salvate Air Italy»

La Prealpina - 19/02/2020

Hanno indossato le loro divise da piloti, steward e assistenti di volo e di terra ma non sono saliti sulla scaletta di un aereo. Ieri mattina si sono ritrovati in piazza di Lombardia, a Milano, davanti alla sede della Regione, per difendere il loro posto di lavoro. Erano circa 200 i dipendenti Air Italy che anche ieri – dopo i presidi dei giorni scorsi a Malpensa – sono scesi in piazza per ribadire il loro no alla liquidazione in bonis della compagnia, annunciata nei giorni scorsi dai soci. Sopra l’uniforme, hanno indossato una maglietta con una scritta che parla da sola: “Salviamo Air Italy”. È la compagnia aerea per la quale lavoravano fino a pochi giorni fa, ma che dal 25 febbraio cesserà ogni attività, a causa dei conti in rosso. Mobilitazione totale, insomma, in attesa dell’incontro di domani a Roma, al tavolo convocato dal governo con azienda, sindacati e i governatori di Lombardia e Sardegna. Proprio il presidente di Regione Lombardia, ieri, ha incontrato una delegazione dei lavoratori insieme all’assessore alla Formazione, Istruzione e Lavoro Melania Rizzoli, e ha confermato il proprio impegno a sostegno dei dipendenti, in stretta alleanza anche con il collega sardo. «Abbiamo già avuto una serie di interlocuzioni con il governatore della Sardegna, Christian Solinas – ha detto ieri Fontana – Stiamo ragionando per cercare di capire cosa potrà fare realmente il governo, mentre noi proveremo a studiare percorsi utili a una soluzione positiva. In questo scenario – ha aggiunto il governatore – guardando all’appuntamento di domani, sorprende che il ministero dello Sviluppo Economico faccia la parte del “grande assente”». Fari puntati su Roma, dunque, per un appuntamento che si annuncia cruciale. Lo sanno bene i dipendenti Air Italy che domani sera partiranno da Malpensa in autobus per essere in presidio sotto il ministero fin dalle prime ora del mattino. Quattro i pullman in partenza dalla brughiera, cui si aggiungeranno anche i dipendenti in servizio a Olbia, che raggiungeranno la capitale dopo essere sbarcati a Civitavecchia con il traghetto. La battaglia è complessa e i rappresentanti sindacali, tutti uniti in questo percorso, lo sanno bene. Ecco perchè l’appoggio della Regione è fondamentale. «L’incontro in regione è stato importante e positivo – commenta Luigi Liguori, segretario provinciale Cgil Trasporti – Noi abbiamo ribadito che la compagnia deve essere salvata e abbiamo messo sul tavolo anche il tema degli ammortizzatori sociali. Non vorremmo, ad esempio, che ci fossero trattamenti differenti tra i dipendenti Alitalia e quelli di Air Italy». «Non siamo ancora arrivati alla definizione di una vera e propria cabina di regia – ha puntualizzato Fontana – ma vogliamo far capire a tutti che siamo concretamente attenti al problema e stiamo già facendo tutte le valutazioni del caso . All’incontro di giovedì andremo anzitutto ad ascoltare le proposte del Governo che è il primo interlocutore istituzionale in questa crisi e deve assumersi le proprie responsabilità. Da parte nostra, saremo pronti a mettere in campo le nostre proposte».

Malpensa-Tokyo, ora Alitalia taglia altri due collegamenti

Alitalia inverte la rotta rispetto a quella che è stata considerata finora una delle strade per il rilancio: investire sul redditizio lungo raggio. La compagnia si prepara infatti a chiudere da aprile due tratte intercontinentali e a ridurre progressivamente la flotta. Uno scenario che allarma i sindacati, che senza una marcia indietro, si preparano a proclamare altri scioperi dopo quello di settore in programma martedì 25 febbraio. Protesta che avrà al centro l’ancora più urgente crisi di Air Italy, con la messa in liquidazione e lo spettro dei 1.450 licenziamenti. Intanto sull’ex compagnia di bandiera pesa anche il nodo del faro Ue aperto sul prestito ponte: nodo che potrebbe essere al centro di un incontro a Bruxelles tra il ministro dello sviluppo Stefano Patuanelli e la commissaria alla concorrenza Vestager. A far suonare un nuovo campanello d’allarme per il futuro di Alitalia sono le mosse messe in cantiere per i prossimi mesi: l’azienda infatti sta pianificando la chiusura da aprile delle rotte Roma-Seul e Roma-Santiago del Cile aperte entrambe sotto la gestione Etihad, rispettivamente nell’estate 2015 e nel maggio 2016. Inoltre Malpensa perderà due dei sei collegamenti tra Milano e Tokyo che saranno spostati Roma. «È’ impossibile rimettere in piedi questa azienda se non vengono rinnovati i contratti di leasing, soprattutto degli aerei di lungo raggio, la parte più profittevole tra i ricavi», avverte il segretario della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. Sarebbe «l’ennesimo ridimensionamento del perimetro, una scelta controproducente e il commissario deve ottenere a tutti i costi la riconferma dei leasing», afferma Fabrizio Cuscito della Filt Cgil, facendo notare come meno aerei significhino anche meno personale. Mentre Dario Balotta presidente di Onlit tuona: «Con questo taglio di Alitalia e la questione Air Italy ora Malpensa rischia di diventare il polo delle low cost. Sea, che sta predisponendo il master plan, dovrebbe ridimensionarlo perché le prospettive sono preoccupanti. Dovrebbe cogliere questi segnali».