«L’ospedale è un affare»

La Prealpina - 02/03/2017

A dire con forza no al progetto dell’ospedale unico a Beata Giuliana sono stati solo in tre nel Consiglio comunale che ha sviscerato in lungo e in largo le questioni sanitarie. Si è opposto con fermezza il Movimento 5 Stelle, con Claudio Cerini ancora alla ricerca delle «basi numeriche e scientifiche che hanno portato il sindaco ad appoggiare il progetto» e il suo collega Luigi Genoni a sollevare dubbi sul «rischio speculazioni», a definire «imbarazzante la mancanza di dati reali per una valutazione», soprattutto a sollecitare tutti a «rendersi conto che c’è ancora una possibilità per fermare tutto e ristrutturare il complesso esistente». Terza voce fuori dal coro dei favorevoli, invece, quella del componente del gruppo misto Diego Cornacchia, che a più riprese ha sottolineato «il grave errore che si sta commettendo, siamo ancora in tempo per ripensarci». Per l’avvocato «moltissimi operatori sanitari, durante un recente periodo di ricovero, hanno caldeggiato la ristrutturazione. In via Arnaldo Da Brescia, costruendo due torri nella zona dei campi da tennis, potremmo fare una cittadella sanitaria. Invece noto che il sindaco ha subito supinamente l’ipotesi imposta prepotentemente dalla Regione. E dire che anche l’ex direttore Pietro Zoia l’aveva detto a chiare lettere alla Prealpina che la strada imboccata è uno spreco».

«Tutti i medici con noi»

Di fronte alle (poche) contestazioni, però, Emanuele Antonelli ha deciso di tirare dritto. Per lui «sbaglia chi prevede speculazioni perché noi vigileremo». Dice eresie chi usa il termine spreco «perché anzi ci saranno migliorie economiche, con risparmi annui per la macchina sanitaria stimati sui 10 milioni di euro e una ricaduta economica positiva per la nostra città». E comunque, per il sindaco, «oltre al fatto che io supinamente non accetto niente, mi piacerebbe conoscere i medici con cui ha parlato Cornacchia perché io ne ho incontrati almeno 40, fra cui quasi tutti i primari, e non ne esiste uno che mi abbia detto qualcosa di diverso dalla necessità dell’ospedale unico. La mia fonte d’ ispirazione sono stati loro, che ogni giorno lavorano, anzi combattono in quel settore». Da Antonelli un grazie «a Roberto Maroni e Giulio Gallera che corrono veloci come piace a me», così come «agli straordinari uffici guidati dall’assessore Isabella Tovaglieri. Il futuro è bello mentre oggi che la struttura è un disastro».

La sede da non dimenticare

Nell’ampio dibattito consiliare – che ha portato all’approvazione di una mozione di Paolo Genoni per formare una commissione territoriale di supporto al progetto «che rappresenta un’occasione unica e irripetibile» e poi alla richiesta (firmata Busto al Centro) di un nuovo reparto per le cure subacute – non poteva mancare una grande attenzione al destino dell’attuale sede ospedaliera. Lo ha detto per prima Paola Reguzzoni (Lega) spiegando come «non possiamo permettere che resti inutilizzata per quindici anni, quindi il Comune da oggi dovrà concentrarsi su questo aspetto». Lo stesso concetto arrivato da Busto al Centro, che in assemblea schiera proprio due medici del presidio come Gianluca Castiglioni e Michela Provisione. Per quest’ultima «fra noi operatori ci sono già tante idee per valorizzare il complesso che verrà dismesso», ed è stata lei a spiegare che «non ci saranno problemi di posti letto nel polo unico, perché il direttore Giuseppe Brazzoli ci ha detto che saranno 750, ovvero la somma delle due dotazioni attuali». Qui si è inserito Gigi Farioli che, oltre a ricordare a Cornacchia che «l’ospedale nuovo era nel programma del primo cittadino per cui pure lui si è candidato», ha spiegato: «La scelta del terreno non è il traguardo, il Comune non ha finito la propria opera, anzi inizia la sfida più importante per dare futuro e speranza al modello socio-sanitario auspicato».

Il Pd invoca presenza

Polemica a parte è stata invece quella sollevata dal Partito democratico, che ha puntato l’attenzione sul fatto che – proprio in questo periodo nel quale Busto è al centro delle strategie sanitarie – Antonelli è rimasto finora fuori dalla conferenza dei sindaci che discute le prospettive del distretto sanitario. «Si tratta di ruoli – ha spiegato Cinzia Berutti – che hanno un valore fondamentale per raccordare i bisogni del territorio con le scelte dei servizi da attivare. Non è possibile che la nostra città ne resti esclusa». Il primo cittadino ha assicurato che si farà avanti e, «se la notizia è buona – ha insistito la capogruppo del Pd – noi vigileremo che non sia una delle tante sparate». Sul fatto cruciale che a Beata Giuliana si farà il polo sanitario d’eccellenza, invece, il centrosinistra non ha mosso obiezioni. Come a dire che la soluzione sta bene anche da quella parte politica. Appunto solo Cornacchia e i pentastellati la pensano diversamente. Ma Busto, raccolta la scelta che ne ha premiato l’area, a questo punto non ha intenzione di fermarsi. Come ha chiosato Antonelli: «Gli addetti ai lavori hanno studiato il caso e stabilito che è la soluzione migliore. Quindi si va avanti».