L’ombra di Linate su Malpensa

Il rumor dei giorni scorsi su qualche organo di stampa è di quelli che potrebbe iniziare a far tremare i polsi in brughiera. Perché per convincere easyJet, che parteciperebbe con una quota minoritaria alla cordata con Delta Airlines per sostenere il piano Fs su Alitalia, il governo avrebbe in serbo la carta decisiva di un decreto ministeriale per sbloccare i limiti esistenti a Linate, che oggi può essere collegato solo con altri scali europei. Secondo “Repubblica” infatti, «le tratte per Tel Aviv o Il Cairo, che con il decreto potrebbero decollare dal cuore di Milano, sarebbero merce preziosa per un’intesa con easyJet». Cosa significherebbe questo per Malpensa? Se consideriamo che oggi il vettore con la livrea arancione è il numero uno senza rivali in brughiera, dove fa volare oltre otto milioni di passeggeri occupando l’intero Terminal 1, l’ipotesi di occupare una serie di slot oggi in uso ad Alitalia a Linate vorrebbe dire ridimensionare la presenza di easyJet a Malpensa, se è vero che circa il 35% delle rotte servite si sovrappongono. Oltretutto, anche le ipotizzabili connessioni con Delta (e le sue “alleate” Air France-Klm) sul lungo raggio a Malpensa, in una logica di hub, sono penalizzate dal fatto che il feederaggio di easyJet è complesso per la presenza al Terminal 2. Così iniziano a serpeggiare i timori di un nuovo “decreto Linate” per convincere easyJet a partire alla volta di Linate, indebolendo la propria presenza strategica a Malpensa. Se però dopo l’ultimo incontro di mercoledì a Londra tra Fs e Delta-easyJet, sembra essere comparso un freno rispetto alla chiusura dell’accordo, non sarebbe la prima volta che Malpensa rischia di essere sacrificata sull’altare di Linate e di Alitalia. Nel 1998, alla vigilia dell’apertura del nuovo hub costruito in brughiera, fu il commissario europeo Neil Kinnock a stoppare, su pressione delle grandi compagnie europee, il progetto di svuotamento di Linate per spostare i voli a Malpensa.

Nel 2014, un nuovo “decreto Linate” fu firmato dal governo Renzi (ministro Lupi), dando il via libera a nuove rotte europee nello scalo con la scusa dell’Expo 2015 alle porte: circa mezzo milione di passeggeri riportati da Malpensa a Linate, nonostante le proteste del territorio, in primis il governatore di allora Roberto Maroni, mentre il sindaco di Somma Lombardo Guido Colombo protestò come “uomo-sandwich” fuori dal Pirellone. Il decreto, bocciato in sede europea, fu corretto un paio di anni dopo dal ministro Graziano Delrio: nel frattempo Malpensa aveva già ripreso a correre, e il tema finì nel dimenticatoio.

In brughiera si scaldano i motori per l’estate

Non solo trasloco di Linate, l’estate a Malpensa sarà ricca di novità anche grazie alle nuove rotte e agli incrementi di frequenze che le compagnie aeree stanno annunciando in questi giorni. La più “scatenata” sotto questo punto di vista è Ryanair, che dopo aver inserito nel suo calendario una serie di novità (i collegamenti per Almeria, Madrid, Bristol e Palma de Mallorca), aprirà nel mese di aprile due importanti rotte domestiche per Bari e Brindisi. Il volo per il capoluogo pugliese sarà operativo a partire da giovedì 18 aprile, con una frequenza di sei collegamenti settimanali, mentre da Brindisi si volerà con una frequenza giornaliera. Su Bari le frequenze saranno sei fino a giugno, poi diventeranno quattro fino al primo ottobre, quindi di nuovo sei, per poi arrivare a sette collegamenti a settimana nei mesi di novembre e dicembre, prima di Natale.

Anche Air Italy, che in primavera inaugurerà i nuovi collegamenti intercontinentali verso il Nord America, mette in programma un aumento di frequenze sulla rotta Malpensa-Cagliari che verrà inaugurata il prossimo 31 marzo. La notizia per ora non è ufficiale, ma le agenzie viaggio vedono già i nuovi voli caricati sui siti di prenotazione: dalle otto frequenze settimanali inizialmente previste, i voli verso il capoluogo sardo raddoppiano fino a 16 frequenze settimanali, garantendo sempre un volo bigiornaliero ad eccezione dei lunedì e dei venerdì, in cui verranno operate ben tre tratte al giorno. Al momento la novità è confermata solo fino alla fine di maggio, visto che Air Italy non ha ancora ufficialmente rilasciato la stagione estiva 2019. Con queste premesse si rafforza sempre più l’idea di Malpensa sempre più hub, anche grazie alla presenza delle low cost che continuano a puntare sulla brughiera.

Uscendo dall’Italia, anche Icelandair, la principale compagnia aerea islandese, annuncia un aumento di frequenza sulla rotta Malpensa-Reykjavík: il quarto volo settimanale sarà operato dal 23 giugno al 1° settembre 2019, la domenica.

Cieli più puliti sulle rotte d’Italia Ampio risparmio di carburante

Grazie alla procedura denominata Free route introdotta da Enav, le compagnie aeree che hanno volato sui cieli italiani nel 2018 hanno risparmiato complessivamente 43 milioni di chilogrammi di carburante per minori emissioni di CO2 pari a circa 135 milioni di chilogrammi. E’ quanto annuncia in una nota l’Enav, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia, garantendo ai circa 1,8 milioni di voli l’anno. Il Free Route è una procedura che consente a tutti i velivoli in sorvolo ad una quota superiore ai 9.000 metri, di attraversare i cieli italiani con un percorso diretto senza far più riferimento al network di rotte che, a partire da quella quota, è stato completamente eliminato. Enav è stato il primo fra i 5 maggiori service provider europei ad implementare il Free Route, in coerenza con la regolamentazione europea del Single European Sky che ne definisce l’obbligatorietà per tutti gli stati europei a partire dal 1 gennaio 2022. Dall’8 dicembre 2016, data in cui Enav ha attivato questa procedura, sono stati risparmiati globalmente 75 milioni di kg di carburante per minori emissioni pari a 236 milioni di chilogrammi di CO2.

Nel solo 2018 il free route ha consentito di percorre complessivamente circa 11,5 milioni di chilometri in meno. «I benefici della procedura Free Route sono la dimostrazione del valore professionale e tecnologico di Enav, raggiunto grazie alla costante formazione del personale operativo e agli investimenti in ricerca e innovazione – sostiene l’Ad di Enav, Roberta Neri – La Società si dimostra ancora una volta uno dei principali player nel panorama internazionale per qualità del servizio ed innovazione».