Lombardia autonoma Sindaci di centrosinistra a Varese per dire “sì”

La Prealpina - 29/06/2017

Voteranno sì al referendum per l’autonomia lombarda. E inviteranno i loro concittadini a sostenere la battaglia lanciata dalla Regione con la consultazione popolare del 22 ottobre.

I sindaci di centrosinistra di otto capoluoghi di provincia hanno fondato un comitato «senza bandiere» e hanno scelto Varese, da tre decenni città simbolo del leghismo, per lanciare l’iniziativa di cui si candidano a essere protagonisti «perchè il referendum sia una vittoria di tutti i lombardi e non una bandierina nella mani di una sola parte politica».

L’appuntamento è per martedì 11 luglio. A fare gli onori di casa, in una sede ancora da definire, sarà Davide Galimberti, che accoglierà i colleghi primi cittadini di Milano, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, Pavia e Sondrio.

Insieme lanceranno un messaggio agli elettori, ma anche la governatore Roberto Maroni.

«Il nostro è un sì alla Lombardia, alla crescita e per il lavoro – ha anticipato ieri Galimberti -. Il risultato per cui ci impegneremo sarà prima di tutto per il ritorno della Lombardia alla gente e non più ai partiti che la vorrebbero autonoma solo per riaffermare un loro dominio politico. E proprio per questo il nostro sì sarà il più civico di tutti, perché solo con la nostra idea di una Lombardia di tutti e per tutti potremo avere una regione più forte, in grado di crescere e di offrire più opportunità». Non solo: «Dopo l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre – ha aggiunto sempre ieri l’inquilino di Palazzo Estense -, questa iniziativa va nella direzione di riformare le nostre istituzioni. Per noi sindaci c’è infatti una relazione diretta tra il referendum del 4 dicembre e quello indetto dalla Regione, ovvero la forte necessità di innovazione e di riforma del Paese. Un esito diverso del referendum di dicembre avrebbe fatto fare passi avanti all’Italia. La consultazione lombarda del 22 ottobre, sebbene non strettamente necessaria perché con una migliore interlocuzione con il Governo si sarebbe potuto centrare lo stesso obiettivo, può comunque essere un’occasione positiva». La presa di posizione dei sindaci ha ottenuto l’approvazione del segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, che tuttavia giudica uno «spreco di denaro» il referendum e che avrebbe preferito l’avvio di un confronto immediato tra Regione e Governo sui temi dell’autonomia: «È bene che i sindaci dei capoluoghi lombardi riportino il focus del referendum sulle competenze e sul regionalismo differenziato – ha sostenuto Alfieri -. Per loro, a differenza di Maroni, che sta buttando tutto in farsa, l’autonomia è una cosa seria». Di segno opposto la valutazione di Luca Marsico, consigliere regionale e leader varesino di Forza Italia: «Non è mia intenzione dare l’impressione di volermi interessare degli affari del Pd di Varese. La loquacità e la tempestività del sindaco Davide Galimberti in merito alla questione del referendum per l’autonomia di Regione Lombardia mi hanno tuttavia molto stupito, soprattutto per il fatto che lo stesso primo cittadino varesino ci aveva ben abituato ad altri silenzi. Alla luce di ciò mi pongo comunque una domanda: quale sarà la reale posizione del Partito democratico in merito al referendum ?».