Logistica «Ora siamo indispensabili»

La Prealpina - 25/03/2020

Da molti erano considerati non sempre in modo benevolo. Ora sono indispensabili. Se gli infermieri e i medici sono chiaramente la prima linea dell’emergenza Coronavirus, negli immediati avamposti ci sono i camionisti e, in generale, il comparto della logistica. Coloro che stanno garantendo, per esempio, gli approvvigionamenti ai supermercati e alle farmacie dei beni di prima necessità. Un continuo avanti e indietro, sulle autostrade incredibilmente deserte, per portare i medicinali e riempire gli scaffali dove farina, uova, zucchero e pasta vengono volatilizzati in pochi attimi da chi fa le scorte alimentari. Risultato: mai come ora la logistica legata ai beni di prima necessità sta lavorando in modo intenso. «Grazie al trasporto – sottolinea Emanuela Bertoni, presidente dell’Asea Varese, Associazione spedizionieri e autotrasportatori – gli italiani riescono a ricevere le materie prime a casa e nella grande distribuzione. Finalmente nelle scorse ore il ministro De Micheli ci ha ringraziato, ma ci auguriamo che questo sia il primo passo verso una completa consapevolezza del valore del nostro lavoro. Già perché chi opera nel trasporto viene spesso demonizzato perché crea inquinamento, sporcizia e traffico sulle strade. Ora, invece siamo diventati fondamentali e, a quanto mi risulta, nessun camionista varesino si è tirato indietro. Tutti stanno lavorando. Come per i medici e gli infermieri, la nostra è una vocazione e, in maniera diversa, anche noi siamo in prima linea. Molti sono ragazzi che, come sappiamo bene, sono sottopagati, mentre il loro valore dovrebbe essere maggiormente riconosciuto. Di loro, e di noi, bisognerà ricordarsi anche dopo». Per adesso a esultare sono soprattutto i clienti. Come chi, ha paura ad andare a fare la spesa al supermercato e accoglie con sollievo il corriere che porta il cibo a casa, magari in tarda serata, dopo dodici ore di viaggi su e giù per il Varesotto. «C’è un vero e proprio boom delle vendite on-line – aggiunge la presidentessa di Asea -. Non solo per i prodotti della grande distribuzione, ma anche per le singole aziende d’olio, vino e di altri beni primari. A mio parare, questa abitudine dell’acquisto online di cibo, verrà mantenuta anche dopo l’emergenza perché, alla fine, è un sistema molto pratico, comodo e che fa risparmiare molto tempo». Ma non c’è soltanto il cibo a viaggiare su gomma: «In provincia di Varese, chiaramente, la chiusura di qualche settore ha diminuito i viaggi, mentre si lavora ancora con la chimica, la carta, la gomma-plastica e con tutte quelle aziende legate in qualche modo ai servizi essenziali».