L’odissea dei parcheggi scontati

 Una bellissima idea di integrazione tra l’aeroporto e il territorio circostante. Peccato che alla prova pratica l’accordo siglato tra i nove sindaci del Cuv e i vertici di Sea crolli come un castello di carte al primo soffio di vento. Si tratta della convenzione tra i Comuni di sedime (Arsago Seprio, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Somma Lombardo e Vizzola Ticino) e la società di gestione dello scalo che mette a disposizione a prezzi agevolati i propri parcheggi riservati ai viaggiatori in aereo anche ai pendolari della zona diretti a Milano. I quali hanno dunque la possibilità di lasciare l’auto in aeroporto e raggiungere il capoluogo con il Malpensa Express.

Tutto così semplice? Nemmeno per sogno, come racconta una pendolare di Somma che settimana scorsa si è recata in aeroporto per rinnovare per la terza volta il proprio abbonamento annuale, convinta di risolvere la pratica in pochi minuti. Risultato? Ieri mattina, primo giorno di lavoro dopo le ferie invernali, ha dovuto prendere il tradizionale regionale sulla linea Milano-Domodossola dalla stazione in centro a Somma, perché dopo giorni di discussioni allo sportello, mail e rimpalli tra un ufficio e l’altro, ancora non ha la tessera magnetica abilitata per lasciare l’auto in aeroporto.

«Prendo il treno per andare al lavoro, non per divertirmi», racconta. «Il mio Comune come altri di sedime avrebbe una convenzione con i parcheggi di Malpensa per permettere ai pendolari che partono dal T1 e dal T2 di lasciare l’auto nei parcheggi. Peccato che evidentemente i gestori non sappiamo gestire questa cosa. Quest’anno salta fuori che non si può più rinnovare il parcheggio senza scrivere a Sea e che loro di Apcoa non c’entrano. Risultato: un pomeriggio in coda a Malpensa per rinnovare un abbonamento che mi serve per lavorare e non sono riuscita perché devo mandare una mail e poi ritornare. Lo scorso anno lo stesso giochino è stato fatto per alzare i prezzi. Da nessuna parte é scritto un regolamento di questa convenzione e quindi non si sa chi deve fare cosa e quando . Le alternative sono quindi prendere i treni in perenne ritardo dalle stazioni normali con pochissime corse oppure perdere giornate a capire come funzionano regolamenti e prassi che cambiano da un anno all’altro senza avvisare nessuno».

E dire che non si tratta di un nuovo cliente, le serviva soltanto ricaricare il tesserino per entrare al P3 che ha nel portafogli da tre anni. E invece da giorni è in corso una corrispondenza via mail con l’ufficio abilitazioni di Sea («Parcheggio a Malpensa dal 2015 e non ho mai saputo esistesse») che ancora non è terminata. «Mi hanno scritto che aspettano il bonifico e i miei dati, che hanno da tre anni, per darmi la tessera. Senza ovviamente dire dove me la mandano, se mi avvisano quando è pronta, cosa fare della tessera vecchia. Ma il punto principale è che non ci sono cartelli a Malpensa che avvisano che bisogna contattare questo ufficio per ottenere l’abbonamento pendolari. Uno come fa a saperlo?».

Dato che i sindaci erano stati protagonisti attivi per riuscire a strappare la convenzione, offrendo così un servizio in più ai loro concittadini, la pendolare sommese ha informato il suo sindaco, Stefano Bellaria, sperando in un intervento immediato del Cuv affinché un esempio virtuoso di dialogo tra aeroporto e territorio non vada a sbattere contro la burocrazia, le procedure, i cavilli.