Lo stop agli scavatori«Ha vinto l’ambiente»

La Prealpina - 23/06/2016

Soddisfazione, come ovvio, tra gli ambientalisti e anche tra diversi amministratori pubblici; un po’ meno, ma forse lo davano per scontato, tra gli operatori del settore. Il consiglio regionale lombardo ha votato lo stralcio definitivo della cava Italinerti di Cantello e della cava pietrisco fra Brinzio e Varese dal Piano Cave, giudicando che la riapertura sarebbe stata “non mitigabile dal punto di vista ambientale.” In altre parole, fine per sempre delle escavazioni dopo oltre mezzo secolo di lavori; non solo, ma qualsiasi altro intervento, anche di tipo conservativo, non avrebbe portato miglioramenti, ma forse addirittura un peggioramento delle condizioni, a cominciare da quelle di conservazione in integrità della falda acquifera (nel primo caso) e di staticità della montagna (nel secondo caso). «Ringraziamo tutti coloro che hanno creduto nella bontà del nostro impegno e lavorato in questi anni per il raggiungimento di un obiettivo che ha riguardano la salvaguardia di un bene essenziale per l’acqua della Bevera, che alimenta gran parte del capoluogo e per i versanti della Martica, montagna che è parte integrante del Parco Campo dei Fiori – sottolineano Arturo Bortoluzzi e Giuliana Andreoli per gli Amici della Terra. Tra coloro che hanno contributo in maniera significativa allo stralcio si colloca il consigliere regionale Luca Marsico, già assessore provinciale all’Ambiente quando il caso delle due cave varesine infiammò l’opionione pubblica e attuale presidente della Commissione Ambiente al Pirellone: «Con questa decisione si chiude un percorso lungo anche vent’anni e più, se si considerano le prime prese di posizione che denunciavano il problema. A dare un taglio definitivo al problema ci ha pensato l’Unione Europea quando, pochi anni fa, ha imposto l’adozione della Vas anche sulle cave di recupero. Da lì non s’è più potuto scappare, per così dire. E le continue audizioni in Commissione Ambiente lo hanno via via dimostrato, tanto da appianare ogni riserva in tal senso».

In un momento storico in cui tanto si discute della necessità di continuare a far parte della Comunità Europea, pare dunque che imporre agli stati membri la Valutazione di Impatto Ambientale -nel caso delle cave come in ogni altra situazione in cui sia in pericolo l’integrità ambientale- sia stato un bene almeno dal punto di vista di chi gode delle bellezze ambientali, dei suoi valori ecologici, delle sue valenze in campo turistico.

«Nella decisione adottata da Regione Lombardia e nella stessa presa di posizione politica che mi ha riguardato non vi è mai stato nulla di personale verso i proprietari di cava, ma solo la presa di coscienza che quella era ed è la direzione inevitabile da prendere per salvaguardare il bene dell’intera collettività e non solo i diritti di alcuni in campo economico e produttivo» precisa infime Marsico, che può certo mettere questo risultato nel carnet dei propri obiettivi raggiunti quale pubblico amministratore.

Circa la decisione se lasciare i siti di escavazione così come sono, lasciando quindi che sia la natura a procedere secondi i propri ritmi, oppure se intervenire con progetti di recupero a fini turistici, la parola passa alle amministrazioni locali, sindaci e giunte in carica nelle specifiche realtà; parliamo dunque di Cantello (dove fra l’altro è sindaco il presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi) e di Varese e Brinzio, quest’ultimo interessato in misura territoriale molto maggiore rispetto al capoluogo circa la cava La Rasa srl che incombe sulla strada provinciale 62 che collega Varese con la Valcuvia.