Lo shopping non decolla Sacchetti vuoti a Varese

 Italiani con pochi soldi in tasca e, anche chi riesce a risparmiare qualcosa, preferisce non spenderli in acquisti non necessari. Il risultato? Lo shopping non decolla. Neanche in Lombardia – sulla carta la regione con le condizioni migliori dal punto di vista economico – dove l’anno per il commercio è iniziato con il segno meno. Una tendenza negativa che si ritrova in pieno anche in provincia di Varese e nell’area dell’Alto Milanese, a ridosso del capoluogo lombardo.

«Purtroppo la tendenza negativa coinvolge anche la nostra provincia – conferma Giorgio Angelucci, presidente di Confcommercio Varese – Nei primi mesi dell’anno abbiamo avuto una flessione importante. Certo bisogna distinguere tra consumi alimentari e non alimentari. I primi sono stabili, mentre i secondi segnano le perdite maggiori. A risentirne in modo particolare è l’abbigliamento, penalizzato anche dalla stagionalità». Insomma, i varesini spendono poco. «Sono cambiate le abitudini di consumo – sottolinea Angelucci – così, ad esempio, tiene la ristorazione così come i resistono i viaggi. La verità, però, è che la ripresa dei consumi non c’è. Abbiamo visto qualche fuoco di paglia, che però si è spento subito».

Situazione simile anche nell’Alto Milanese, forse con qualche nota positiva in più. «Anche per noi l’anno non è partito bene – commenta Paolo Ferrè, presidente di Confcommercio Legnano – Solo in questo ultimo mese si è vista qualche piccola nota positiva. Gli eventi ci sono, il nostro centro è pieno di persone, ma si spende poco. E questa tendenza non è altro che figlia della crisi». Insomma, la crisi degli anni scorsi ha lasciato strascichi così pesanti che ora prevale la prudenza.

C’è un modo per riuscire ad invertire la tendenza al risparmio? Secondo il presidente Angelucci, la chiave di volta per la provincia di Varese potrebbe essere lo sviluppo del turismo.

«Il nostro obiettivo è aumentare il flusso di turisti in provincia – spiega Angelucci – L’indotto portato da chi soggiorna nel nostro territorio è inevitabile. Certo non devono essere presenze mordi e fuggi, ma soggiorni di qualche giorno. Penso ad esempio al turismo congressuale che potrebbe essere un filone interessante da promuovere, con benefici per tutti».