Livingston, niente fallimento

La Prealpina - 14/07/2016

allimento scongiurato. E’ un finale meno amaro quello di New Livingston, la compagnia aerea di Cardano al Campo a terra da ottobre 2014. Il tribunale di Busto Arsizio ha infatti omologato il concordato preventivo proposto dal presidente della compagnia aerea, Riccardo Toto, e ha nominato il liquidatore giudiziale, incaricato di interfacciarsi con i creditori. Tra loro ci sono naturalmente i 170 dipendenti che – in base al piano concordatario indicato dall’azienda – riceveranno tra il 90 e il 100 per cento di quanto ancora spetta loro.

E’ questo senza dubbio uno degli aspetti maggiormente positivi di tutta la vicenda, ripercorsa nelle sei pagine del decreto firmato dal giudice estensore Marco Lualdi. Dalle carte emerge anche l’impegno personale di Toto che ha messo pesantemente mano al portafogli per uscire a testa alta dalla sfortunata esperienza in Livingston. Un atteggiamento che era già emerso lo scorso 30 ottobre durante l’adunanza dei creditori, quando il commissario giudiziale Oliviero Tessera rese noto che il giovane imprenditore abruzzese depositò su un conto corrente vincolato ben 4 milioni e 700mila euro, ovvero il 50 per cento dei crediti che la compagnia doveva riscuotere da più soggetti – tra cui la Regione Sardegna – e di cui lui si è fatto carico. La famiglia Toto è intervenuta non soltanto su questa prima tranche di crediti, ma anche su un altro pacchetto da un milione e mezzo di euro definito di difficile esigibilità e su un altro milione per i chirografari. Un impegno finanziario notevole, dunque, per onorare la parola data a ottobre 2014, quando fu costretto a interrompere il volo del Gabbiano Livingston dopo averlo riportato in cielo nel 2011, quando acquisì l’azienda in commissariamento straordinario, salvandola dopo il fallimento della gestione Ferrero. Toto aveva regalato un sogno a quei 170 dipendenti richiamati in servizio dopo due anni di cassa integrazione. Ma il sogno durò poco. In una nota ufficiale, il 6 ottobre 2014 il vettore cardanese annunciò per la seconda volta in pochi anni la sospensione delle operazioni di volo a tempo indeterminato e le motivò con «il crollo del turismo, soprattutto del segmento vacanziero verso l’Egitto e il bacino del Mediterraneo». Colpa della drastica riduzione di domanda nel settore charter, ma anche «di alcuni crediti non pagati quali ad esempio quelli dell’aeroporto di Rimini, su cui la proprietà aveva puntato per il rilancio». Un insieme di fattori, insomma, convinsero Toto ad alzare bandiera bianca per tutelare il patrimonio della società, prima di sprofondare nei rossi di bilancio. «E’ una scelta di responsabilità chiudere la compagnia aerea senza debiti nei confronti dei dipendenti», dichiarò l’imprenditore abruzzese, assicurando che le spettanze salariali sarebbero state integralmente saldate. Parola mantenuta. E con l’omologazione del concordato da parte del tribunale, il finale di New Livingston da ieri è meno amaro.