Liuc, stop a Giurisprudenza

 Niente più matricole di giurisprudenza alla Liuc – Università Cattaneo. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione dell’ateneo e lo hanno annunciato ieri il presidente Michele Graglia e il rettore Federico Visconti. «Vogliamo concentrare le risorse sui punti di forza dell’ateneo – ha spiegato Graglia – e la staticità non paga. Noi siamo una università voluta e creata da imprenditori, che ogni giorno si confrontano con il mercato e si adeguano per far crescere le loro aziende. Seguiamo la stessa logica. Rispondiamo a un mercato in cui la concorrenza è molto agguerrita e in cui la facoltà di giurisprudenza ha perso appeal nei confronti di altre specializzazioni. La nostra non è una rinuncia, nè tanto meno un rinnegare quello che siamo stati fino ad oggi. È la volontà di guardare avanti».

I numeri parlano da soli. In cinque anni le matricole della Liuc sono cresciute, complessivamente, del 34 per cento. Ma i nuovi iscritti alla Scuola di Diritto, nello stesso periodo, sono diminuiti del 43 per cento.

Va detto che chi è già iscritto alla Scuola di Diritto della Liuc potrà arrivare alla laurea senza alcun cambiamento in corsa. Non cambiano i corsi, non c’è nessun intervento sui docenti, si garantiscono gli stessi servizi di sempre. «Questo per rispetto degli studenti – ha detto Graglia – per serietà nostra e attenzione alle famiglie». Ma le matricole che hanno iniziato il loro percorso quest’anno saranno le ultime.

«La crescita complessiva delle matricole dell’ateneo – hanno sottolineato Graglia e Visconti – ci dà solidità. Ma come in una azienda ci sono reparti che tirano più di altri e si interviene su quelli che funzionano meno, così noi dobbiamo concentrarci sulla crescita e sul futuro della nostra università».

E il futuro significa investimenti là dove ci sono i punti di forza della Liuc, «Investiremo in internazionalizzazione – ha ribadito il rettore Visconti – pensando anche alla possibilità di stage aziendali all’estero in filiali di aziende italiane e varesine. Il laboratorio tecnologico i-fab sarà lo strumento principale per nuovi contenuti trasversali tra le Scuole di Economia e Ingegneria. Inoltre, ribadiamo il grande valore della Liuc Business School che sarà ulteriormente rafforzata».

Insomma, la Liuc non si ferma. Anche perchè, monetizzando gli interventi, si parla di centinaia di migliaia di euro. Del resto, rafforzarsi e crescere è la linea guida. Al momento gli studenti sono 2100: il 40 per cento viene dalla provincia di Varese, gli altri da tutta Italia. «Questo per noi è un elemento importantissimo» hanno ribadito Graglia e Visconti. Evidentemente le opportunità all’estero hanno il loro peso, così come la facilità con cui i laureati Liuc ottengono un contratto di lavoro. A un anno dal conseguimento della laurea, l’89 per cento è stato assunto.