Liuc: le borse di studio che costruiscono il futuro

La Prealpina - 31/05/2017

«Per conquistare il futuro, occorre rima sognarlo». Un aforisma di Blaise Pascal ha aperto, ieri pomeriggio, nell’aula magna dell’università Liuc, l’incontro tra i donatori e i borsisti, per quella che è conosciuta ormai come una annuale consuetudine. Ogni anno, infatti, viene mediamente elargito un milione e 600mila euro di benefici economici e dei circa duemila iscritti uno studente su sei ha diritto ad agevolazioni sulla retta universitaria e contributi economici. Quest’anno, i donatori sono stati Regione Lombardia, Camera di Commercio di Varese, Comune di Castellanza, la Fondazione Famiglia Legnanese, l’Associazione Amici LIUC, il Rotary Club “La Malpensa”, l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, oltre ad aziende come Econord Spa, Creden Spa, Audi Zentrum Spa, Eramo & Associati Srl, RTR Rete rinnovabile Srl, Simplas spa, oltre a famiglie che, nel ricordo dei loro cari, hanno donato borse di studio a loro intitolate. I contributi economici sono serviti a finanziare borse di studio, premi di merito, stage, sostegno per l’alloggio presso la Residenza “Pomini”, riconoscimenti per tesi su specifici argomenti di ricerca, per la partecipazione ai programmi di mobilità internazionale o anche soltanto per il servizio mensa.

Sabrina Belli del servizio per il diritto allo studio della Liuc ha aperto la serie di interventi, subito proseguita dal presidente Michele Graglia, che però ai sogni preferisce qualcosa di più concreto: «Meglio la preparazione e la progettualità. I nostri studenti si danno da fare in un paese vecchio, purtroppo. Sono di ritorno dalla Cina e il paragone fa paura. Possiamo parlare di industria 4.0 fino a domani ma senza giovani tutto è inutile. Serve che crescano con la giusta personalità, come servono leader che prendano decisioni». Quindi l’intervento del rettore Federico Visconti e di Luca Capodiferro, presidente degli Amici Liuc, che ha invitato i borsisti a non rinfacciare ad altri i loro eventuali insuccessi, che dipenderanno solo da loro, invitandoli a «tenere la schiena dritta e avanti». Dopo i commossi ricordi dei rispettivi predecessori Luigi Caironi e Renato Scapolan, a chiudere la serie degli interventi ci hanno pensato i presidenti di Fondazione Famiglia Legnanese e Camera di Commercio di Varese, Mauro Mezzanzanica e Giuseppe Albertini, il quale ha ricordato di Scapolan l’amore per i giovani e il territorio: «Ci teneva tanto ed era stufo della continua emorragia di aziende e di giovani dal nostro paese, che ha potenzialità incredibili, mi manca delle forze necessarie come di una politica degna».