Liti di condominio, ecco come risolverle

La Prealpina - 22/05/2016

Rumori, cattivi odori, panni sgocciolanti sul balcone di sotto. E poi il volume della tv troppo alta, bambini che piangono in piena notte o la casalinga che non rinuncia al tacco 13 nemmeno quando prepara il sugo. In un condominio basta poco per trasformare la convivenza in sopportazione e sguardi cattivi che possono sfociare in qualcosa di ancor più negativo. Per evitare il peggio chi ha un ruolo fondamentale nello smorzare i conflitti è l’amministratore di condominio. Ed è stata proprio la gestione del conflitto che, ieri mattina, ha richiamato circa duecento professionisti a Ville Ponti di Varese per l’appuntamento nazionale che organizza ogni anno Aiac Varese (Associazione italiana amministratori di condominio). L’incontro ha avuto al centro, appunto, “La nuova funzione sociale dell’amministratore di condominio”, un argomento introdotto da Antonio Mete, Loredana Erroi e Andrea Leta,rispettivamente fondatore, presidente nazionale e provinciale di Aiac. Poi si è entrati nel vivo delle situazioni potenzialmente esplosive fra i dirimpettai: «Purtroppo – ha detto Gianfranco Di Rago – spesso si finisce dall’avvocato, specialmente per problemi contabili oppure impugnando una delibera presa dall’assemblea dei residenti del palazzo, ma dove si è finiti in minoranza. Il nostro ruolo è invece di evitarlo e di utilizzare tutti gli strumenti per risolvere il conflitto bonariamente e senza ulteriori spese». Come? Già perché già uscire da un litigio coi propri parenti e amici non è semplice e lo è ancor di più con chi si frequenta soltanto perché vive nello stesso palazzo: «La regola aurea per stemperare i conflitti – ha affermato Paolo Ragusa del Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, che ha presentato anche il “Manifesto del buon conflitto” come nuovo progetto di convivenza – è quella di non cercare un colpevole, ma di operare assieme per risolvere la criticità. Per esempio non prendendo alla lettera le parole che si scambia in un momento di enfasi emozionale, oppure, al posto di minacciare l’altro, ci si ponga a vicenda delle domande. Così diventerà tutto più semplice». Se lo augura almeno Andrea Leta,presidente provinciale di Aiac, che ha avuto fra il pubblico anche Davide Galimberti, candidato sindaco per il centrosinistra a Varese: «La gestione del conflitto – ha affermato Leta – è un momento fondamentale nel nostro lavoro. Questi momenti sono importanti per avere degli strumenti adatti a migliorare l’ambiente dove noi lavoriamo e dove i nostri clienti vogliono vivere in maniera più rilassata possibile».