L’Italia si vende bene Meccanica varesina sul podio nel mondo

La Prealpina - 07/07/2016

Esportare o languire. Per le aziende di piccole e medie dimensioni non c’è alternativa. Di fronte alla stagnazione del mercato nazionale, le istituzioni spingono a guardare all’estero e offrono supporto. Un evento itinerante, firmato Ice, ad uso di imprese del comparto meccanico ha scelto l’ateneo voluto 25 anni fa da industriali «visionari», come li ha definiti il presidente Liuc Michele Graglia nel suo intervento. A fare gli onori di casa, in apertura della sessione plenaria che ha preceduto l’incontro one-to-one tra funzionari e imprenditori, è stato il presidente di Univa Riccardo Comerio, che ha confermato la propensione all’export della provincia varesina, quantificato a circa 10 miliardi di euro, senza nascondere la preoccupazione per un lieve calo registrato nel primo trimestre di quest’anno, in controtendenza rispetto al biennio precedente, e per la Brexit: «Le proiezioni dell’ufficio studi di Univa ipotizzano un calo tra i 50 e i 100 milioni di euro nel prossimo anno relativamente all’export oltre Manica. Non ultimo il problema del terrorismo frena la mobilità». Il direttore dello sviluppo economico regionale, Danilo Maiocchi, ha raccomandato la sinergia tra le istituzioni senza consumare risorse: «La Lombardia metterà 50 milioni per sostenere l’esportazione tramite un bando di export business manager e il credito diretto in seconda battuta». In videoconferenza da Roma, il sottosegretario allo sviluppo economicoIvan Scalfarotto ha indicato nella progettazione di vendita e post vendita un punto di forza del sistema paese: «Vendere l’Italia è facile. La Brexit apre interrogativi ma anche opportunità. La meccanica strumentale rappresenta un fiore all’occhiello della nostra manifattura, per la quale Varese e provincia pesano per circa il 2,5% di quanto esportiamo. L’export varesino ci risulta inoltre aumentato oltre la media nazionale. Perciò, a questo punto, la scommessa è riuscire a fare sistema». Dopo l’intervento di Sandro Salmoiraghi, presidente Federmacchine, che ha posto l’accento sui prodotti Tailor Made del proprio comparto, il presidente di Ice Michele Scannavini ha sottolineato come la meccanica sia «di gran lunga il settore trainante dell’export italiano, pesando per il 20% e attraendo di conseguenza la stessa percentuale delle risorse governative». Per un’analisi dell’andamento dei mercati, Claudio Colacurcio, specialista di Prometeia, ha attribuito la responsabilità della flessione che preoccupa Comerio alla frenata dei paesi emergenti e alla svalutazione della sterlina. Per Nicola Lener, capo ufficio interministeriale per l’internazionalizzazione, il mercato più appetibile per le imprese meccaniche è soprattutto lo statunitense, cui seguono l’iraniano, che ha soppiantato il russo a seguito del cambio delle strategie sanzionatorie internazionali, il subsahariano, l’asiatico centrale e la costa pacifica dell’America Latina: «Da parte del governo italiano sono in arrivo 300 milioni di euro di risorse addizionali, che saranno messi a reddito anche attraverso la rete di ambasciate e consolati». Infine, le testimonianze di Noel Nevshehir, esperto americano del settore manifatturiero, e di Luciano Sottile, general manager della Goglio, hanno avviato i lavori alla sessione degli incontri individuali.

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