«L’Italia è un Paese malato ma non è allo sfascio»

La Prealpina - 06/02/2017

Nel 2016 il senso di disgregazione dell’ordine mondiale ha prevalso largamente sui pochi episodi di segno positivo ma, anche quest’anno si prospetta potenzialmente burrascoso almeno per quanto riguarda l’Europa, interessata dalle elezioni presidenziali in Francia e da quelle politiche nei Paesi Bassi e in Germania. Per quanto riguarda l’economia globale, il pericolo è quello di un rallentamento eccessivo che inneschi nuove inquietudini politiche con un’ondata globale di protezionismo. Queste, in sintesi, le previsioni sugli sviluppi delle dinamiche economiche nel corso di quest’anno secondo il Centro di ricerca e documentazione “Luigi Einaudi” contenute nel ventunesimo rapporto sull’economia globale e l’Italia curato dall’economista piemontese Mario Deaglio. L’annuale rapporto è stato presentato l’altra sera dalla Banca popolare di Bergamo nella sala Campiotti della Camera di commercio. All’incontro, moderato dal giornalista Gianfranco Fabi, è intervenuto tra gli altri il presidente della banca orobica, Giorgio Frigeri. Accolto dai nuovi direttori territoriali di Varese e Busto Arsizio, Mauro Cassani e Flavio Debellini, si è presentato al mondo imprenditoriale varesino il nuovo responsabile della macro area territoriale di Bergamo e Lombardia Ovest di Ubi Banca, nella quale confluiranno tutte le unità operative presenti sul territorio provinciale, Luca Gotti. «L’Italia è un Paese malato ma certamente non allo sfascio». Questo il messaggio di speranza lanciato da Giorgio Arfaras, coautore del Rapporto, sottolineando i dati positivi relativi alla situazione occupazionale e alle esportazioni, dove abbiamo davanti a noi solo la Germania. All’intervento del presidente della Camera di commercio, Giuseppe Albertini, che si è dichiarato preoccupato per «le prime linee operative di Donald Trump in campo economico», Arfaras ha replicato precisando che il nuovo presidente degli Stati Uniti «difficilmente bloccherà la globalizzazione perché ormai è un fenomeno irreversibile»