L’industria tessile verso l’innovazione Il libro che traccia la strada del futuro

La Provincia Varese - 27/07/2017

Sostenibilità e Industria 4.0: sono tra le prospettive per il futuro di un comparto storico del nostro territorio, che emergono nel libro “Innovazione e sostenibilità nell’industria tessile” di Aurora Magni e Carlo Noè (edito da GueriniNext, prefazione di Fabio Sottocornola), prima pubblicazione della nuova collana Università Cattaneo Libri, presentata ieri in villa Jucker dal prorettore alla ricerca Raffaella Manzini. «Oltre a 5-600 ragazzi che si laureano ogni anno, produciamo contenuti, distribuendo conoscenza in senso ampio – sottolinea il presidente della Liuc Michele Graglia – leggendo questo libro viene spontaneo osservare che dopo tanti anni di negatività, in cui del tessile sembrava che non si dovesse nemmeno parlare, si trovano tanti aspetti in cui poter essere protagonisti soprattutto in un’area che in questo settore ha la ricchezza di tanta esperienza, capacità di fare, artigianalità». Oltre ai trend del settore, che si affaccia sulla sfida dell’Industria 4.0, vengono raccontate le esperienze di alcune aziende, tra cui la Alfredo Grassi di Lonate Pozzolo, che produce divise per le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco, e il Centrocot di Busto Arsizio, l’ente che si occupa dei test di laboratorio per le certificazioni tessili, oltre ad opinion leader come Paolo Lamberti, presidente varesino di Federchimica, e Claudio Marenzi, numero uno di Sistema Moda Italia. «Maturo? Il tessile è immortale – ammette Carlo Noè – è un settore sottostante fondamentale, che trascina, determina e condiziona l’evoluzione di altri settori». Aurora Magni aggiunge altre due caratteristiche essenziali: «È un’industria molto complicata, perché parte dai campi di cotone e dai laboratori chimici per arrivare alle sfilate, ma è anche ibrida, perché ha un mix di manifattura e contenuti culturali e creativi che pochi altri sistemi industriali hanno». Nell’innovazione del tessile un ruolo centrale ce l’ha la sostenibilità, che «è diventata il grande tema, anche nel lusso – spiega Magni – è marketing o cambiamento di cultura? Le aziende stanno facendo molto cose, investimenti sulla tecnologia, sull’innovazione di prodotto, su una supply chain più equa socialmente. Anche per una questione di reputazione. Si può prevedere che ci sarà ancora molto green, perciò in un settore che si sta terziarizzando molto, ci sarà bisogno di nuove figure professionali, dall’ecodesigner alla gestione della supply chain e dei processi produttivi». In questo scenario il paradigma di Industria 4.0 può essere «forza dirompente, ma anche minaccia. È la grossa scommessa che questo settore ha davanti».