L’industria meccanica continua a crescere L’export sorride all’eccellenza varesina

La Provincia Varese - 29/06/2016

È decisamente positivo il bilancio 2015 dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione tracciato ieri da Luigi Galdabini, presidente varesino di Ucimu-Sistemi per Produrre, giunto a conclusione del suo mandato, in occasione dell’annuale assemblea dell’associazione. Tutti i principali indicatori economici hanno registrato incrementi positivi: crescono produzione, consumo, consegne sul mercato interno e export. Positive anche le previsioni per il 2016. Buone notizie dunque che coinvolgono direttamente le imprese varesine, dal momento che all’interno del settore meccanico, il più rappresentato nel comparto manifatturiero provinciale, le produzioni più diffuse e qualificate riguardano proprio la costruzione di macchine utensili, comparto in cui si sono raggiunti elevati livelli di specializzazione, e livelli di esportazioni altissimi, segno che la qualità italiana e varesina delle macchine utensili è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Ma torniamo ai dati: nel corso del 2015 l’industria italiana ha rafforzato la quarta posizione nella graduatoria mondiale dei produttori e si è confermata terza nella classifica degli esportatori. Il dato però più evidente, e confortante, è relativo al consumo italiano che è anch’esso cresciuto, per il secondo anno consecutivo, in modo deciso, confermando la ripresa degli investimenti in sistemi di produzione anche nel nostro paese. Con un incremento del 22,3%, il consumo si è attestato a 3.348 milioni di euro. «I dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu, relativi al 2015, restituiscono una fotografia certamente positiva per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili – ha commentato Galdabini – la crescita dell’export sommata alla ripresa del consumo domestico sono sicuramente ottimi risultati, non soltanto per il ritorno economico che ne deriva ma anche e soprattutto perché questa tendenza dimostra che le nostre aziende sono oggi in grado di produrre almeno quanto producevano prima della crisi». Certamente non è tutto rose e fiori: «Tutto questo non significa, però, che i problemi siano alle spalle. Al di là delle condizioni di instabilità del contesto nel quale ci troviamo a operare, ciò che ci deve preoccupare maggiormente è la situazione del manifatturiero italiano, la cui competitività è pesantemente arretrata negli ultimi anni a causa della crisi». La ripresa del consumo di macchine in Italia è certamente positiva «ma non sufficiente a recuperare il terreno perso nell’ultimo periodo. Per questo – ha continuato Galdabini – è necessario che oltre alla Nuova Sabatini che, da maggio 2014 a maggio 2016 ha permesso investimenti (non solo in macchine utensili) per un valore pari a 3,5 miliardi, siano previste misure ad hoc capaci di sostenere la domanda interna». L’assemblea di ieri ha eletto come successore di Luigi Galdabini alla presidenza di Ucimu per il biennio 2016-2017 Massimo Carboniero, direttore generale e contitolare di Omera di Chiuppano (VI). Al timone dell’associazione anche la varesina Barbara Colombo di Ficep, che ricoprirà il ruolo di vice presidente. I varesini Patrizia Ghiringhelli e Ezio Colombo fanno inoltre parte del consiglio direttivo.  L’ASSEMBLEA Da UCIMU previsioni positive per il 2016 e la nomina di Barbara Colombo a vice presidente L’industria meccanica continua a crescere L’export sorride all’eccellenza varesina «