L’industria lombarda resta in equilibrio

La Prealpina - 28/07/2017

Le attese di chi si aspettava una produzione industriale in Lombardia nel secondo trimestre altrettanto scintillante di quella messa in mostra nel periodo gennaio-marzo saranno andate forse deluse. Sì, l’indagine congiunturale realizzata in collaborazione con Unioncamere, Confindustria e Regione Lombardia (e in collaborazione con le associazioni regionali dell’artigianato) dice che la produzione industriale lombarda continua a crescere rispetto all’anno scorso (+2,5%), ma resta stabile rispetto al primo trimestre (-0,1%). Stessa musica anche per quel che concerne l’artigianato, per quanto sia stata registrata una variazione congiunturale della produzione del +0,2%.

Tuttavia, il presidente di Confindustria Lombardia, il varesino Alberto Ribolla, invita a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Dopo l’exploit del primo trimestre, i dati congiunturali di questo trimestre forniscono un quadro di assestamento fisiologico – ha dichiarato -. Il -0,1% congiunturale della produzione va visto come una stabilizzazione sui livelli registrati nel corso della scorsa rilevazione, difatti il +2,5% tendenziale rispetto allo stesso periodo del 2016 è un dato importante, soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo. Inoltre, ad esclusione di un paio di province, questa crescita risulta essere omogenea in tutti i territori lombardi: aspetto fondamentale affinché nessun territorio rimanga indietro». Tutti gli altri indicatori – fa notare l’ex numero 1 di Univa – sono positivi: gli ordini interni (+0,2%) ed esteri (+0,8%) e gli investimenti (+2,1%), testimoniano che «la Lombardia è entrata in un circolo virtuoso».

Questo scenario si riflette a cascata anche sull’occupazione che riprende la sua risalita: «Il saldo occupazionale del +0,3%, e il ricorso alla cassa integrazione fermo all’8,9 confermano una ritrovata dinamicità del mercato del lavoro lombardo», per dirla con Ribolla. A fargli eco il gallaratese Daniele Paolo, presidente di Cna Lombardia: «Dopo i risultati del primo trimestre che segnavano un andamento molto positivo, i dati congiunturali del secondo trimestre hanno un andamento meno brillante, sebbene dall’artigianato ancora positivi. Bisogna abituarsi ormai ad andamenti non più scontati di crescita lineare come in passato, ma a sbalzi di segno positivo contrassegnati da trimestri meno performanti. Ciò che importa è che l’andamento di medio periodo sia di segno positivo e ciò conferma i dati economici generali che vedono una economia in ripresa».