L’industria aerospaziale atterra alla Camera: nasce un intergruppo

È nato ieri mattina alla Camera dei deputati l’Intergruppo Aerospazio. Tramite una firma ad un apposito protocollo, infatti, un gruppo trasversale di onorevoli ha deciso di impegnarsi rispetto ad un settore tanto caro alla provincia con le ali. «Il settore dell’aerospazio occupa 45.000 persone e attiva una filiera di circa 7.000 piccole e medie imprese di assoluta eccellenza – ha riferito l’organizzatore dell’incontro, il deputato Cinque Stelle Nicolò Invidia – arrivando a generare un indotto occupazionale di quasi 160.000 addetti. Proprio per assicurarsi e accrescere questa tradizione italiana e varesotta, in uno scenario mondiale di crescente competitività nel settore, occorre che l’intero apparato legislativo mantenga un focus costante sull’argomento.
 Per questo motivo, ho organizzato alla Camera un primo incontro sul settore aerospaziale. Hanno partecipato 50 tra stakeholder del settore, parlamentari di tutti i partiti – mi preme sottolineare che uno dei primi firmatari è anche Matteo Bianchi della Lega – e figure centrali dell’aerospazio tra le quali il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia.

A conclusione dell’incontro, assieme ai colleghi di maggioranza e opposizione, che ringrazio, abbiamo quindi costituito l’Intergruppo Aerospazio, che diventerà il luogo prediletto nel parlamento dove fare proposte legislative su questo settore così importante per la provincia di Varese». Nella scorsa legislatura, come ricorda il deputato luinese Invidia, grazie al lavoro dell’Intergruppo aerospazio, il Parlamento ha approvato la Legge sulle Politiche spaziali e aerospaziali che delega la direzione e coordinamento alla Presidenza del Consiglio ed istituisce il Comitato interministeriale con il compito di definire gli indirizzi del Governo in materia.

«Ciò è stato determinante nella messa a punto del “Piano strategico Space Economy” e di altri importanti interventi. Alla luce di questo ottimo ecosistema dell’esecutivo – prosegue l’esponente pentastellato – credo e crediamo che sia necessario che il Parlamento, come nella scorsa legislatura, rigeneri la propria attenzione verso l’aerospazio, così da assicurare e proteggere in tutte le sedi istituzionali il ruolo di primo piano che l’Italia occupa».

Il settore, secondo i tecnici, conosce una forte “democratizzazione” delle imprese, una crescita di interesse anche da parte di aziende che non hanno importanti budget da investire ma risorse umane e professionali di altissimo pregio.

«Il governo ci aiuti sui mercati esteri»

«La visita del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, rappresenta un primo segnale di interesse da parte del Paese per un settore fortemente rappresentativo della capacità tecnologica e dell’industria nazionale. Di conseguenza, però, anche la richiesta al Governo deve essere altrettanto chiara: è necessario, infatti, che le grandi aziende che si trovano ad operare sui mercati esteri non siano lasciate sole. In particolare, occorre valorizzare degli strumenti validissimi in programmazione, i tavoli G2G, cioè, Government to Government, proprio per aiutare le grandi imprese a posizionarsi nell’economia internazionale. Questo porterebbe una ricaduta positiva su tutta la filiera, dai grandi produttori a cascata sino alle piccole e medie imprese. A Regione Lombardia chiediamo un supporto fattivo per la partecipazione ad eventi fieristici di prestigio come quelli di Le Bourget a Parigi e Farnborough a Londra, che potrebbero essere un valido veicolo per promuovere, attraverso delle eccellenze, l’intero sistema lombardo». Così Angelo Vallerani, Presidente del Lombardia Aerospace cluster a margine dell’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in visita al Salone dell’Aeronautica e dello Spazio Le Bourget di Parigi. «Le imprese lombarde – ha spiegato Vallerani – portano al settore aerospaziale tradizione, ma anche innovazione perché per poter rimanere in questo mercato sempre più globale e in continua evoluzione, l’innovazione di prodotto e di processo è fondamentale. Le nostre aziende sono riuscite ad evolversi, mantenendo la vocazione all’innovazione tecnologica che le caratterizza e rende competitive. E se è vero che aerospazio è sinonimo di made in Italy, la Lombardia è la punta di diamante dell’industria nazionale».

E per quanto riguarda l’industria della provincia di Varese?«Il 30% dell’export del territorio varesino è prodotto dal settore aerospace, che quindi per noi è fondamentale. Il Cluster rappresenta un nuovo modello di fare business, in grado di integrare e far interagire le pmi con le aziende medio-grandi. In modo tale che anche le piccole imprese possano beneficiare della partecipazione a fiere internazionali, in grado di favorire la presenza sui mercati esteri» ha sottolineato a Le Bourget Roberto Grassi Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.