Linate chiude tre mesi Il Cuv chiede garanzie

Chiusura di Linate, il territorio trema e teme un’estate infernale attorno a Malpensa. «Presto il confronto diretto con il management di Sea per prevenire i disagi di quei tre mesi» annuncia il presidente di turno del Consorzio Urbanistico Volontario (Cuv) dei Comuni di sedime di Malpensa, il sindaco di Lonate Pozzolo Nadia Rosa, che oggi insieme ai colleghi sindaci sarà in Regione Lombardia per avviare un altro tavolo di confronto, quello con il governatore Attilio Fontana e l’assessore alle infrastrutture Claudia Terzi, a proposito del piano territoriale d’area.

Ma se il documento urbanistico sovracomunale che dovrà governare lo sviluppo del territorio attorno a Malpensa arriverà a compimento «nel giro di una decina di anni», come ammette per prima la presidente del Cuv, le preoccupazioni di chi vive sotto gli aeromobili dello scalo Sea guardano molto più all’immediato. In particolare al periodo di fuoco che ci si aspetta tra il 27 luglio e il 26 ottobre di quest’anno, quando la chiusura per lavori del city airport di Linate riverserà tutti i voli su Malpensa. E i numeri del trasloco, rivelati per la prima volta da Sea nel corso dell’audizione di martedì sera a Palazzo Marino, nella commissione consiliare partecipate del Comune di Milano, mettono i brividi. Più 30/40% di passeggeri in quel periodo a Malpensa, ha ammesso Armando Brunini, neo-amministratore delegato della società che gestisce gli scali milanesi.

Qualcosa come quasi 100mila persone al giorno in più in brughiera. A cui andranno ad aggiungersi i 400 dipendenti dell’azienda e il personale delle varie compagnie che operano su Linate, tutti destinati a trasferirsi temporaneamente in provincia di Varese, considerato che la maggior parte di loro, ha spiegato Brunini, «ha accettato di trasferirsi a Malpensa, anche se manca ancora la definizione di tutte le programmazioni estive».

Per effettuare il maxi-trasloco addirittura si prevede la chiusura delle autostrade tra Linate e Malpensa nella notte tra il 26 e il 27 luglio, per creare una corsia preferenziale ed evitare qualsiasi imprevisto. Il “progetto bridge” , come l’hanno ribattezzato in Sea, prevede un investimento di circa 15 milioni per minimizzare ogni possibile disagio.

Una partita su cui anche il Cuv attende di essere coinvolto: «Ne ho parlato con il responsabile delle relazioni istituzionali di Sea, siamo rimasti d’accordo che dopo l’insediamento del nuovo amministratore ci saremmo confrontati – fa sapere il presidente Nadia Rosa – lunedì alla riunione del Cuv abbiamo ribadito la necessità di fissare un incontro per parlare della chiusura di Linate di quest’estate. Preoccupati? Sì, perché bisogna capire quali sono le conseguenze per poter prevenire quello che potrà succedere. A partire dalla viabilità, con il problema della 336, della A4 che è più costosa della A8 e non appare come un’alternativa efficace, e delle strade attorno a Malpensa, oltre che i parcheggi e le proposte di potenziamento del trasporto pubblico programmate da Sea, dall’aumento delle frequenze dei treni al car sharing». Se ne inizierà a discutere già oggi con il presidente di Regione Attilio Fontana, perché le infrastrutture di accesso a Malpensa attendono di essere realizzate dal piano d’area originario del ‘99.