L’impresa femminile cresce con l’intelligenza artificiale: Varese è pronta

 Come può l’intelligenza artificiale aiutare il mondo varesino dell’impresa, in particolare quello in rosa? Il tema è stato al centro della tappa odierna del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa 2024”, roadshow promosso da Unioncamere che ha toccato Varese con un incontro nel pomeriggio alle Ville Ponti. L’utilizzo dell’innovazione tecnologica è stato affrontato da esperti del settore e in una tavola rotonda con la partecipazione di imprenditrici e manager.

Tappa varesina

Il progetto è promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dall’Unione Europea con le risorse del Next Generation Eu che Invitalia – soggetto gestore – realizza in collaborazione con Unioncamere. Ad aprire i lavori il presidente della Camera di Commercio di Varese Mauro Vitiello. «Penso che l’intelligenza artificiale sia una grande partita che le donne possono giocarsi – ha sottolineato – coscienza e intelligenza è un binomio che deve andare di pari passo». Quindi il saluto della presidente del Comitato Imprenditoria Femminile Varese Ilaria Broggian, che ha ricordato l’attività del comitato. «Abbiamo messo in campo attività formative su welfare, digitalizzazione, conciliazione scuola-lavoro e formazione e a questi tasselli oggi aggiungiamo l’intelligenza artificiale». Per Unioncamere presente il vicesegretario generale Tiziana Pompei. «L’IA può diventare uno strumento che potrà garantire la parità nel momento in cui creerà nuovi mestieri e nuove competenze e anche le imprenditrici donne potranno trovare un terreno fertile per l’occupazione. Ma bisogna lavorare perché vi siano più donne nelle materie Stem».

L’intelligenza artificiale è già realtà

Quindi il focus sull’intelligenza artificiale, con gli interventi di Luca Mari della Liuc, della dottoranda e insegnante Simona Michelon e di Francesca Campolongo, direttrice trasformazione digitale e dati presso il Jrc di Ispra. Tra gli esempi presentati proprio da quest’ultima le applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito della pubblica amministrazione. «Alla Commissione Europea noi stessi siamo utilizzatori dello strumento – ha detto – si può usare per diverse funzioni per migliorare il servizio al cittadino, ad esempio con delle chatbot per la comunicazione. Inoltre i dati analizzati grazie all’intelligenza artificiale possono migliorare la gestione delle politiche pubbliche. Ci sono tantissimi esempi di usi già in atto e la Commissione Europea ha creato un database in merito».