Lia rinviata a ottobre«Ci hanno ascoltato»

La Prealpina - 08/06/2016

«Il Consiglio di Stato della Repubblica elvetica e il Canton Ticino hanno accolto la nostra richiesta e hanno stabilito di posticipare al 1° ottobre il termine d’iscrizione all’albo delle imprese artigianali (previsto dalla Legge Lia) originariamente fissato al 1° agosto».

Lo fa sapere il sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia con delega all’Attuazione del programma e ai Rapporti istituzionali nazionali, Alessandro Fermi, spiegando di aver ricevuto una comunicazione ufficiale.

«Sono molto soddisfatto di questo risultato – ha aggiunto Fermi – per il quale negli ultimi mesi ci siamo spesi davvero tanto. Anche durante l’ultimo Tavolo della Regio insubrica riunito a Mezzana avevamo chiesto a che punto fosse la richiesta, fatta ad Ascona lo scorso 4 maggio, di procrastinare l’entrata in vigore della Lia». Ora è arrivata la risposta: si posticipa di due mesi. Poco ma meglio di niente: «È un altro importante risultato – ha concluso Fermi – dopo quello dell’equipollenza dei titoli italiani e svizzeri. Come abbiamo sempre detto, siamo e saremo dalla parte dei lavoratori».

Resta comunque sul tavolo la questione della Lia, la Legge imprese artigiane, che ha sollevato l’ira dei padroncini italiani. D’altronde era da tempo che in Canton Ticino era montata la protesta contro i piccoli imprenditori italiani che, a prezzi più bassi, “rovinava” (almeno secondo la versione dei concorrenti svizzeri) il mercato e gli affari dall’altra parte della frontiera.

E così la politica elvetica era intervenuta con nuovi e decisamente più stringenti adempimenti che ancora oggi l’Italia chiede di ammorbidire. Su tutti, rispetto alla tassa d’iscrizione sono state rappresentate da parte italiana le preoccupazioni relative all’entità della stessa, soprattutto in rapporto alla limitata possibilità temporale di prestazioni (massimo 90 giorni/anno) da parte delle imprese.

La questione è oggetto di confronto con il Consiglio di Stato del Canton Ticino per verificare quale criterio di riparametrazione adottare (permanenza per esercizio dell’attività, come proposto da Confartigianato, o dimensione aziendale). La questione dovrebbe essere affrontata a breve.

«Ora – ha aggiunto la varesina Francesca Brianza, assessore regionale con delega ai rapporti col Canton Ticino – questi due mesi in più, che abbiamo fortemente richiesto e ottenuto, permettono ai nostri artigiani di avere un attimo di tregua per portare avanti il proprio lavoro con maggior serenità ma soprattutto, a livello politico, di proseguire la nostra azione decisiva affinché, in sede di trattativa, si riescano a ridisegnare i contorni di questa legge. Nel solco già tracciato di una condivisione di intenti e finalità e che vedono, come obiettivo principale, la tutela dei nostri lavoratori individuando gli strumenti necessari affinché questi ultimi non vengano penalizzati».

Intanto a oggi sono 913 le domande presentate online da imprese italiane e svizzere e 117 quelle che sono già state esaminate. Il futuro? È ancora da disegnare.