L’etichetta del “made In” vola in aula Varese fermerà i furbetti del falso

La Provincia Varese - 31/03/2016

La Camera, ieri, ha detto “si” alla proposta di legge sulla tracciabilità dei prodotti che vede il deputato gallaratese del Pd Angelo Senaldi primo firmatario: 371 i voti favorevoli e nessun contrario per una legge che vuole informare il consumatore su come e dove è stato realizzato un prodotto, qualunque esso sia, mediante un’etichetta da leggere via smartphone e tablet. Dall’agroalimentare alla farmaceutica, dalla pelletteria alla meccanica, la legge servirà a tutelare soprattutto le piccole e medie imprese e a difenderle dalla contraffazione, mentre il consumatore potrà conoscere tutto il percorso di vita di quello che acquista. Un modo, questo, per valorizzare la manifattura italiana certificandone la filiera produttiva. Ad evidenziarlo è il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti che saluta con molto entusiasmo la proposta di legge di Senaldi: «Ben venga una legge che fa chiarezza sull’origine e la qualità del vero made in Italy che ha per protagoniste 319.000 imprese artigiane manifatturiere con 972mila addetti che producono l’eccellenza manifatturiera apprezzata nel mondo. Nel 2015 gli artigiani e le piccole e micro imprese italiane hanno esportato prodotti per un valore di 115,9 miliardi di euro, massimo storico, pari al 7,1% del Pil, con un aumento del 3,9% rispetto al 2014. Con questi numeri, nessun Paese al mondo più dell’Italia ha il dovere di difendere e valorizzare l’identità dei propri prodotti. Ben venga una legge che punta a certificare l’origine e la qualità della nostra manifattura e a promuovere la trasparenza dell’informazione ai consumatori». Soltanto nel settore della moda, il fenomeno della contraffazione, ogni anno, distrugge 88mila posti di lavoro e causa alle aziende minori ricavi per 10 miliardi, rende noto il presidente Merletti. Confartigianato si batte da sempre per una chiara e inequivocabile identificazione dell’origine dei prodotti e delle lavorazioni, «perché il mondo cerca il made in Italy e i consumatori sono disposti a pagare un premium price pur di avere un prodotto fatto in Italia, a regola d’arte», ricorda Merletti. «Più informazione e maggiore trasparenza su ciò che acquistiamo significa rilancio dei consumi». A questo proposito, il presidente di Confartigianato cita i risultati di una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato condotta su dati Eurobarometro dalla quale risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 129 milioni di persone, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta. In Italia l’attenzione all’origine dei prodotti riguarda 25 milioni di persone. Dunque la legge avrà il suo seguito. La proposta prevede, inoltre, incentivi alle aziende che decidono di ricorrere all’etichettatura per la tracciabilità dei prodotti. «Con questa legge pensiamo al consumatore finale ma anche alle piccole e medie imprese, ai consorzi o a reti di imprese che possono usufruire di crediti se si dotano di etichette leggibili con smartphone e tablet», ricorda il deputato Angelo Senaldi. «La legge è ritagliata dalle possibilità che offre la normativa Ue riferendosi alla qualità e sicurezza del prodotto ed evitando di parlare apertamente di “made in”, ma sappiamo che saranno i nostri prodotti ad essere premiati dai consumatori». Ora si attende il voto del Senato.