Leonardo, la cloche è affidata a Profumo

La Prealpina - 20/03/2017

Qualche giorno fa Mauro Moretti, presentando il piano industriale pluriennale di Leonardo aveva ammesso che sperava in una riconferma del suo ruolo di amministratore delegato, per portare a compimento quanto iniziato dal 2013. Non sarà così. I rumors degli ultimi giorni sulla sua sostituzione a scadenza di mandato sono stati confermati ieri. Il Tesoro, infatti, ha indicato Alessandro Profumo a suo successore. Il passaggio di consegne avverrà ufficialmente ad aprile. Resta al suo posto, invece, il presidente di Leonardo, Giovanni De Gennaro.

Sessant’anni appena compiuti, Profumo è noto per la sua attività di banchiere. Si può considerare il padre di Unicredit, che fece nascere dal Credito Italiano e che guidò dalla metà degli anni Novanta al 2010, facendolo diventare uno dei più grandi gruppi bancari d’Europa. Poi l’esperienza in Mps dal 2012 al 2015, occupando la poltrona di presidente, dove ha provato a mettere una pezza al disastro ereditato dalla vecchia gestione . Un uomo di finanza, dunque, non di industria. Un particolare non da poco, che i rappresentanti dei lavoratori varesini mettono subito in luce.

«Viene da un mondo completamente diverso dal nostro – sottolinea Francesco Nicolia di Uilm Varese – Forse sarebbe stata più indicata una nomina interna». Sostanzialmente dello stesso avviso anche Paolo Carini, segretario provinciale di Fim Cisl dei Laghi. «E’ una scelta che mi lascia molto perplesso – spiega – dal momento che le sue esperienze professionali sono tutte nel mondo bancario e finanziario. Io ovviamente non ho nulla contro di lui, ma se guardo al suo percorso non è orientato all’industria e alla innovazione tecnologica». Una scelta di continuità, secondo il sindacalista, sarebbe stata più opportuna. «Noi pensavamo che il mandato di Moretti sarebbe stato prorogato almeno di un anno – sottolinea – anche in attesa delle evoluzioni politiche romane. Non è stato così e spero che ci spiegheranno le ragioni di questa scelta. Moretti è un manager decisionista, che in questi anni ha portato avanti una riorganizzazione e una pulizia severe ma necessarie. Il suo piano ora entrava nel vivo del rilancio, con eventuali acquisizioni per dare spessore al gruppo anche a livello internazionale. Ora vediamo cosa succederà, anche perchè sappiamo bene che siamo in una fase delicata per l’industria aeronautica, con gare importanti all’orizzonte ma ancora con delle difficoltà da superare». E’ più interessata al piano industriale di Leonardo piuttosto che alla nuova nomina la Fiom varesina. «E’ il governo che decide sulle nomine – afferma Giovanni Cartosio – e ora ci misureremo con Profumo. Ciò che conta è il piano industriale del gruppo che contiene elementi positivi finalizzati a dare spessore all’azienda. Il ruolo del governo è fondamentale sullo scenario internazionale. Ci auguriamo non si tiri indietro».