Leggiuno Un paese sotto assedio E le Lucine si spengono

La Prealpina - 02/01/2019

Un sogno s’è infranto. Le Lucine di Leggiuno, ieri, sono state spente, ben prima del termine ufficiale della manifestazione, previsto il 6 gennaio.

A prendere la sofferta decisione è stato il patron dell’evento, Fabio Betti, travolto da un’immensa ondata di visitatori, visto che stavano arrivando talmente tante persone, e non solo dalla Lombardia, che, se il flusso fosse continuato come nelle prime settimane, si sarebbero raggiunte le 200mila presenze, superando le 140mila dello scorso anno. Una manifestazione in costante crescita, quella delle Lucine, ormai conosciutissima e invidiata da molte località che si erano già fatte avanti con Betti per “soffiarla” al paesino sulle rive del lago Maggiore. Nel corso di sei anni sono lievitati in maniera esponenziale i numeri non solo dei turisti, ma anche delle lucine a led di mille colori, giunte a 500.000, e dei volontari, quest’anno circa 150, che, dall’estate precedente, ogni anno si danno da fare per trasformare il o borgo di 3.800 abitanti in un paese da fiaba.

Quest’anno, però, la manifestazione è cresciuta così tanto da creare innegabili disagi ai residenti, soprattutto per le problematiche viabilistiche, così che gli organizzatori sono stati assaliti da accese proteste da parte sia dei cittadini, sia dei gruppi consiliari di minoranza e dei rappresentanti di alcune associazioni locali. «È con immenso dispiacere – fa sapere Betti tramite un comunicato – che l’organizzazione e il gruppo di volontari promotori delle Lucine di Leggiuno comunica che l’edizione di quest’anno è terminata prematuramente rispetto alla data programmata: dal primo gennaio 2019, infatti non verranno più accese». Betti ricorda le buone intenzioni del “creatore” della manifestazione, suo padre Lino: «La manifestazione, ideata, finanziata e gestita da Lino Betti con un gruppo affiatato e impegnato di volontari, aveva lo scopo di creare, durante il periodo natalizio, aggregazione e spirito di collaborazione nella comunità leggiunese e limitrofa. A Leggiuno, nel corso delle sue sei edizioni, ha portato centinaia di migliaia di visitatori che, con stupore e serenità, hanno vissuto uno spettacolo unico nel segno della gioia e della magia». Leggiuno è diventato protagonista in tutti gli organi d’informazione locali e nazionali, ottenendo un’eco mediatica inimmaginabile per il piccolo Comune. «L’incredibile afflusso di quest’anno – ammette Betti -, superiore a ogni previsione, ha però anche causato una serie di disagi logistici ai residenti, nonché agli stessi visitatori, grandi e piccini, che, per assistere allo spettacolo, hanno dovuto sopportare ore di coda. In questa situazione l’organizzazione s’è trovata sola ad affrontare critiche ingiustificate e problemi di viabilità e sicurezza, mentre è chiaro che il successo di iniziative del genere, fondate sul volontariato, non possono prescindere dall’appoggio completo dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità». Betti puntualizza che «il ricavato delle offerte è sempre stato devoluto in beneficenza alla parrocchia, per sviluppare progetti e offrire servizi alla comunità stessa, come la copertura del campo dell’oratorio». Infine, ringraziamenti ai visitatori, ai volontari e alla comunità leggiunese che ha voluto sostenere il progetto.

Il sindaco:«Da aprile erano chiarii ruoli di tutti»

La notizia dello spegnimento prematuro delle Lucine ha riempito di sgomento il primo giorno dell’anno nel piccolo borgo sul lago Maggiore. Dispiaciuto anche il sindaco Giovanni Parmigiani, il quale, però, rimanda al mittente (Fabio Betti) le accuse di avere «lasciato soli gli organizzatori dell’evento».

«Prendiamo atto di questa decisione – afferma il primo cittadino – dal momento che hanno deciso gli organizzatori stessi di fare questo passo. Voglio però precisare che l’amministrazione, già dal mese di aprile, aveva messo in chiaro quali fossero i ruoli e le competenze di ciascuno. Noi ci saremmo occupati della Protezione civile, fornendo ogni sera personale preparato alla gestione di manifestazioni di grossa portata. Tra l’altro, vista l’enorme portata assunta dall’evento, a Leggiuno sono entrati in servizio gruppi di Protezione civile provenienti da altre zone e inviati dalla Provincia e dalla Comunità montana. Noi abbiamo garantito il supporto che ci eravamo impegnati di dare, del resto l’organizzazione faceva capo a privati, i Betti, e alla parrocchia». Secondo il sindaco, una collaborazione più fattiva dell’amministrazione non sarebbe mai stata richiesta da Betti: «Siamo stati noi a contattarlo, in vista della supposta organizzazione della manifestazione; infatti Betti non ci avrebbe mai detto nulla, come mai ci aveva consultato l’anno scorso, in tutte le riunioni tenute. Quest’anno ci ha invitati a una sola riunione e sempre dietro nostra insistenza. Non ha mai chiesto nemmeno il patrocinio del Comune. Eppure, durante le scorse settimane, sia io sia il vicesindaco Davide Fantoni e l’assessore Barbara Zarantonello tutte le sere, compresa quella di Natale, siamo rimasti in centro paese per controllare la situazione». Negli scorsi mesi Parmigiani aveva anche suggerito a Betti di coinvolgere tutte le associazioni del paese: «Sarebbe stata una buona cosa sia per l’aiuto fattivo che altri volontari avrebbero garantito, ma più che altro per far sentire l’evento come di tutta la comunità. Hanno contattato le associazioni troppo tardi e così non tutte hanno aderito».