Legge artigianato Trentadue in attesa

La Prealpina - 25/11/2016

Ora sono gli stessi Svizzeri a farsi venire qualche dubbio sulla Lia, la legge per le imprese artigiane del Canton Ticino, con il ricorso presentato dalla Commissione della concorrenza svizzera. Intanto, però, negli ultimi diciotto mesi (per la precisione da marzo 2015) gli imprenditori artigiani varesini che quotidianamente lavorano anche oltreconfine, hanno dovuto rimboccarsi le maniche e preparare documenti e scartoffie per riuscire ad avere le nuove autorizzazioni necessarie. Oltre, naturalmente, a versare i 600 franchi richiesti.

In nove sono riusciti in quella che assomiglia – almeno per quanto riguarda le carte da presentare – a una vera missione impossibile. E lo hanno fatto anche grazie all’aiuto di Confartigianato Varese. Ma altre trentadue candidature presentate da imprese varesine sono ancora in attesa di apertura di fascicolo.

«Non è stato facile, specialmente all’inizio dell’anno, quando le prime notizie pubblicate dagli organi di informazione erano frammentarie e faticavamo a capire quale tipo di documentazione fosse necessario presentare per continuare a lavorare in Canton Ticino», raccontano alla La Eledil srl di Varese che opera al di qua e al di là del confine nel settore dell’installazione di serramenti. Eppure, dopo giorni passati a mettere nero su bianco dati e informazioni e aver scartabellato perfino negli archivi, l’obiettivo è stato raggiunto.

Nei giorni scorsi, in sede di Tavolo dell’economia della Regio Insubrica, al quale hanno preso parte il presidente della Commissione Albo Lia Renzo Ambrosettie Piergiorgio Rossi,rappresentante dell’Associazione Edili Ticino, sono stati diffusi anche i numeri complessivi dell’operazione Lia: quattromila in tutto le richieste d’iscrizione, delle quali 3.300 circa provenienti da imprese svizzere e 700 circa da aziende attive all’estero (Italia, Germania e Austria). Al netto dell’iter, a inizio ottobre, 93 aziende italiane su un totale di 1050 avevano già superato la selezione, e risultavano iscritte all’Albo.

Settantotto le aziende convocate per le verifiche tecniche delle competenze: 38 svizzere e 40 estere.

Per venti l’esito è stato positivo, altre 58 hanno ricevuto uno stop.

Sta di fatto che le criticità riscontrate dalle aziende durante la procedura non sono poche. «Occorre più attenzione da parte del Lia ai profili dei candidati – sottolinea il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli – nel confronto tra quanto enunciato nelle visure camerali e l’effettiva attività svolta in Ticino, per evitare superflue richieste di chiarimento. Altro nodo critico resta la documentazione presentata (su tutti, i certificati emessi dai tribunali), per la quale è fondamentale che sia confermata la validità anche qualora l’esame della domanda dovesse avvenire a parecchi mesi di distanza dalla sua presentazione. Insomma la nostra attenzione resta altissima».