L’edilizia si ritrova a Malpensafiere: “Nuove soluzioni a problemi annosi”

Varesenews - 17/12/2018

Il settore edile si è ritrovato quest’oggi, venerdì, a Malpensafiere per fare il punto insieme a Camera di Commercio, Unione degli Insutriali e Ance, a dieci anni dalla grande crisi che fa sentire i suoi effetti ancora oggi.

Basti pensare che tra il 2009 e il 2018 si sono perse il 12% delle imprese del settore, stando ai dati mostrati da Giacomo Mazzarino dell’Ufficio statistico di Camera di Commercio. In parte è stata una selezione naturale che ha fatto emergere le realtà con maggiore qualità e meglio strutturate, dall’altro è lo specchio di un settore che continua a perdere occupati e valore aggiunto del prodotto. La realtà parla di un calo di addetti del 16,8% dal 2012 al 2016, passati da oltre 21 mila a poco più di 18 mila.

Il senso di questi numeri apre a nuove soluzioni per fermare questo trend e alcune sono state proposte proprio durante la giornata. Ance ha presentato “CQ-Costruire in qualità” con il referente provinciale Juri Franzosi che ha spiegato i benefici di questo progetto ma non solo. Sono stati presentati anche dei nuovi modelli di industria circolare, con l’intervento di Luisa Minoli dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese che si è concentrata sul recupero dei materiali di scarto che diventano risorsa per imprese specializzate, della responsabilità del professionista nella direzione lavori, con relazioni a cura dell’Ordine degli Architetti della provincia di Varese, e della mediazione quale strumento di risoluzione delle controversie negli appalticon gli interventi di Lucia Cardani e Fausto Alberti, del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Varese.

«Tutti questi strumenti – ha sottolineato Mazzarino – sono utili agli imprenditori edili per ridurre i costi e gli sprechi in un settore dove è fondamentale saper prendere la decisione giusta per evitare la diminuzione di quel valore aggiunto del prodotto che in edilizia continua a scendere nonostante il miglioramento del mercato».