Le “tre giornate”del Risorgimento

La Prealpina - 27/04/2017

Un record “Varese Risorgimentale” lo ha già stabilito: sarà la prima rievocazione sul posto della battaglia che nel 1859 aprì la strada all’esercito piemontese per la conquista della Lombardia.

Tre giorni che si annunciano come una festa di popolo, durante i quali tra commemorazioni, concerti e balli si avrà l’impressione di tornare indietro di centocinquanta anni. Si comincerà domani all’ippodromo delle Bettole: dalle 18 via all’accampamento risorgimentale, con tende d’epoca, bivacchi e figuranti in costume. La sera, poi, sono previsti un concerto dell’Orchestra giovanile studentesca di Varese e un ballo all’aperto. Sabato le cerimonie si sposteranno anche in centro, mentre domenica per il gran finale con la rievocazione storica vera propria della battaglia si tornerà sul prato delle Bettole.

«Si tratta di un’occasione unica per la città e per la sua promozione», ha sottolineato il sindaco Davide Galimberti presentando la manifestazione. «Ci aspettiamo l’arrivo di visitatori da tutta la regione: quello che verrà fatto rivivere è un momento della nostra storia che merita di essere portato maggiormente in luce». Un’iniziativa a cui hanno partecipato numerose associazioni e soggetti del territorio: dagli alpini, che garantiranno la riuscita della manifestazione con centoventi volontari, alla Croce rossa, passando per la Famiglia Bosina, il Panathlon Club, i Tencitt di Cunardo e la parrocchia di Biumo Inferiore. «Nel corso del weekend avremo fino a duecento figuranti con divise d’epoca», spiega l’organizzatore Maurizio Gandini. «Per Varese si tratta di un battesimo, non eravamo mai riusciti a realizzare rievocazioni di questo genere».

E la città se ne renderà subito conto: sabato pomeriggio, infatti, alle 15 da Palazzo Estense si muoverà un corteo storico, che si concluderà in piazza Cacciatori delle Alpi attraversando tutto il centro. Una sosta particolare è prevista sotto il campanile del Bernascone, che ancora porta i segni delle cannonate austriache.

Dietro i reparti ottocenteschi sfileranno quelli attuali, dai bersaglieri ai vigili del fuoco.

«Sono molte – spiega ancora Gandini – le forze dell’ordine che parteciperanno all’iniziativa, cui ha aderito anche il Ministero della difesa». Alla sera, poi, largo alle danze: dalle 21 ballerini in costume d’epoca andranno in scena sia a Palazzo Estense sia all’ippodromo, con il coinvolgimento del pubblico presente.

Domenica alle 10 l’alzabandiera con i reparti schierati precederà la celebrazione della Messa e il pranzo organizzato da alpini e Tencitt.

Alle 16, infine, la rievocazione della battaglia: un’ora e mezza in cui a essere celebrati saranno soprattutto quanti, per l’Italia, hanno dato anche la vita.