Le tendenze del turismo puntano forte sul digitale

La Provincia Varese - 06/12/2016

Offrire un’esperienza travolgente in fase di prenotazione di un viaggio con l’aiuto della realtà virtuale. Oppure rilasciare voucher sullo smartphone. Le tendenze più innovative del turismo guardano al digitale anche per mettere in contatto diretto i viaggiatori con le persone del posto, i cosiddetti “locals”. Sono queste le novità presentate al World Travel Market, che si è tenuto a Londra a novembre. Guardare cioè alla tecnologia non solo come a un avversario per le agenzie viaggi, ma come ad un’alleata che può diventare potente e fare la differenza. È infatti il momento della realtà virtuale, con aziende del turismo, dell’ospitalità e dei trasporti che stanno sviluppando occasioni per far viaggiare i propri potenziali clienti anche prima della prenotazione. Thomas Cook è stato tra i precursori: attraverso la realtà virtuale i clienti nei suoi concept store possono provare l’esperienza di un resort grazie a una postazione firmata Samsung. E il tour operator invia loro anche dei tool da poter usare col proprio smartphone a casa, a portata di app. Non si è fatta attendere la risposta della rivale Tui, che ha lanciato i suoi concept store digitali: a disposizione mappe interattive e strumenti da tablet e realtà virtuale. Ma per affiancare i consumatori prima, durante e dopo la prenotazione, in futuro verrà in aiuto l’intelligenza artificiale. Dietro questo concetto in apparenza troppo futuribile si nascondono in realtà strumenti già in uso, i chatbots. Assistenti virtuali ma capaci di dare una mano personalizzata, che li rende più umani: possono interagire con i clienti ottimizzando processi come la prenotazione o il check-in. Li stanno già sperimentando Booking.com, Kayak ed Expedia. L’appeal del viaggio con i “locals” invece non si ferma alle capitali da city-break, ma ha raggiunto anche la Corea. Lo propone PlayPlanet, che si definisce un marketplace per attività locali. La piattaforma digitale mette in connessione i viaggiatori con gli host in loco e si parte a visitare un mercato, si impara a cucinare specialità come il bibimbab e a disegnare il proprio hanbok, ovvero il costume tradizionale. Cresce e si espande anche un altro servizio web che investe nell’esperienza locale: dopo il debutto ad aprile di quest’anno, la britannica CityUnscripted ha deciso di lanciare il suo “Book a local” in dodici nuove città, tra cui Tokyo, New York, San Francisco e le nostre Roma e Bologna. I “locals” possono creare percorsi su misura per i turisti che li contattano, ma contare anche su un database di itinerari già confezionati. Dalla Svizzera, Example Tours propone invece alle agenzie un nuovo tool per i documenti di viaggio, destinationbook, che permette di realizzare piccole guide da stampare o anche solo da scaricare sullo smartphone o il tablet del cliente. Ma funziona anche da travel wallet virtuale che permette di mettere insieme a portata di mobile gli itinerari, i contatti, i voucher e gli e-ticket, da poter consultare anche offline. Airbnb estrae invece dal cilindro un nuovo modello di business: Trips, un servizio che permette di acquistare tour esclusivi organizzati da persone del posto. La piattaforma Trips si divide in tre sezioni: le già note Case, le Esperienze e i Luoghi. La seconda contiene ora 500 esperienze in una dozzina di città, da Los Angeles a Miami, da Londra a Parigi, passando per Firenze, Nairobi, Città del Capo, Tokyo e Seul. Gli aspiranti host in queste o altre città del mondo potranno richiedere di pubblicare le loro attività, da offrire al pubblico. La sezione luoghi invece contiene circa 100 guide di città. n