Le scuole in difesa del Maga

La Prealpina - 10/01/2017

I dirigenti degli istituti scolastici della provincia di Varese. in sede assembleare. difendono il Maga. La lettera risale al mese di novembre, ma ne giunge notizia solo ora. «Di fronte a molteplici voci che paventano la chiusura di un’importante istituzione come il museo Maga, la nostra posizione è quella di difesa e supporto per un fondamentale punto di riferimento della nostra comunità».

La missiva arriva sulla scrivania del sindaco Andrea Cassani. La cui risposta – datata 2 dicembre – scatena stupore misto a rabbia. «Cari dirigenti degli istituti scolastici della provincia di Varese – scrive il primo cittadino – apprezzo la vostra decisione di aprire dibattiti sulla rilevanza sociale e civile della cultura. Mi stupisco nell’apprendere che dedichiate parte del vostro preziosissimo tempo inseguendo “molteplici voci che paventano la chiusura di un’importante istituzione come il museo Maga”». Ma la rilevanza c’è. Mettono nero su bianco i responsabili scolastici: «Non si tratta solo delle migliaia di studenti che ogni anno frequentano il museo, partecipano alle mostre, ai laboratori didattici, alle conferenze e agli incontri aperti ad artisti e pubblico, ma anche dell’irrinunciabile importanza che l’azione di conservare e trasmettere le memorie ha per una comunità all’interno di processi di globalizzazione sempre più veloci e alienanti». Una difesa a 360 gradi, dunque, per un’istituzione che ha un valore da intendere ben oltre le cifre di bilancio, lo sbigliettamento o i freddi numeri. «Il museo – rilanciano le scuole – racconta la nostra storia invitando il pubblico a prendersi il tempo necessario per riflettere. Inoltre il lavoro tra scuole e museo è radicato da quasi vent’anni di collaborazioni». Se ancora queste motivazioni non bastassero i dirigenti dell’istruzione aggiungono che il Maga «fornisce un servizio prezioso e insostituibile, non comparabile a un’attività commerciale o industriale proprio perché non si tratta di questo».

Di fronte a questi rilievi il sindaco non fa nient’altro che ricordare le sue linee programmatiche: «Una semplice lettura sarebbe valsa per sapere che non è nostra intenzione chiudere codesta istituzione». Piuttosto, le scuole potrebbero darsi da fare su un altro fronte: «Ritengo che il vostro impegno a sostegno del museo debba essere indirizzato anche a tutte le istituzioni, alle amministrazioni comunali del nostro territorio e alla Provincia, le quali, considerata l’importanza, dovrebbero sostenere economicamente il museo insieme al Comune di Gallarate, che al momento resta l’unico Comune che finanzia la fondazione (800mila euro nel 2016)».

Per quanto riguarda il programma, infine, è vero che non si prevede la chiusura, ma si parla in modo esplicito di «raggiungimento dell’autosufficienza economica». Per fare ciò «sarà opportuno rivedere lo statuto della Fondazione per “aprire” il museo ad attività (es. galleristi di spesso internazionale) che oggi non sarebbero congruenti con le finalità dello stesso. Ciò permetterebbe di aumentare i ricavi e amplierebbe i visitatori». Sempre che la nuova presidente Sandrina Bandera sia d’accordo.