Le nuove frontiere del credito per le imprese Come sopravvivere dopo la crisi economica

Una volta le imprese per i loro fabbisogni di credito si rivolgevano quasi esclusivamente al sistema bancario. Oggi non è più così, per una serie di motivi: primo perché negli anni della crisi il sistema bancario ha concesso meno credito, secondo, forse anche in risposta a questa stretta, sono aumentati gli strumenti alternativi sui quali le imprese possono fare affidamento per sostenere la loro crescita e il loro fabbisogno di circolante. Uno dei soggetti presenti in prima linea sul fronte dei finanziamenti agevolati per le imprese è Finlombarda, la finanziaria pubblica della regione Lombardia, che mette a disposizione delle Pmi, comprese quelle varesine, un book di prodotti a sostegno della crescita, «sollecitando alcuni aspetti imprenditoriali che a livello nazionale vengono troppo spesso tralasciati», come ha spiegato ieri Ignazio Parrinello, presidente di Finlombarda nel corso del secondo appuntamento del ciclo “Approfondimenti di Finanza – Scuola d’impresa”, organizzato dall’Unione Industriali di Varese. Quattro gli ambiti di intervento presentati ieri da Finlombarda alle imprese varesine: sostegno allo sviluppo aziendale, alla crescita dimensionale, alla ricerca industriale, alla liquidità e all’accesso a nuovi strumenti come i Minibond. Si chiama Frim, lo strumento sotto forma di prestito che mette a disposizione delle piccole e medie imprese della Lombardia, 50 milioni di euro a sostegno di progetti di sviluppo aziendale, crescita dimensionale e trasferimento della proprietà d’impresa: «Lo strumento Frim – ha spiegato Fabio Ciocca di Finlombarda – permette alle imprese di finanziarsi con tempi lunghi, fino anche ai 7 anni, con 2 anni di pre-ammortamento e con tassi di sicuro interesse. Quelli regionali, infatti si aggirano intorno allo 0,5% fisso, mentre quelli bancari convenzionali, pur essendo di mercato, possono di fatto arrivare a livelli intorno al 4% massimo». Il “Progetto Minibond”, invece, è rivolto al sostegno degli investimenti delle imprese lombarde attraverso l’utilizzo di un canale alternativo a quello bancario per consentire di finanziare i propri piani di investimento aziendali attraverso l’emissione di Minibond del valore compreso tra 1 e 20 milioni di euro: «Il minibond ha il vantaggio – ha commentato Francesco Acerbi, Direttore Generale di Finlombarda – di non essere segnalato in Centrale Rischi e questo permette all’azienda di avere uno spettro di linee di credito disponibili molto più ampio e consente di coinvolgere investitori diversi da quelli tradizionali e che hanno comunque l’abitudine di reinvestire nell’impresa nel corso del tempo». E sul nostro territorio ci sono già imprese che utilizzano con successo questo strumento: l’ultimo presentato solo poche settimane fa è quello della Fonderia Casati che ha emesso un minibond da 4,2 milioni di euro per investire nell’Industria 4.0. «Il nostro focus è diffondere una nuova cultura nella finanza d’impresa – ha sottolineato ieri Marco Crespi, responsabile area Finanza di Univa – per questo i temi come i minibond o la piattaforma Elitè di Borsa italiana rappresentano temi sui quali porre particolare attenzione». n