Le morti sul lavoro colpiscono ancora Varese e la Lombardia

La Provincia Varese - 02/05/2017

Si è svolta ieri la giornata in memoria di tutti i morti sul lavoro e di sensibilizzazione sul contrasto agli infortuni e alle tecnopatie. La piaga delle cosiddette morti bianche e degli infortuni sul lavoro continua purtroppo a farsi sentire anche in Lombardia e in provincia di Varese. Secondo i dati riportati dai sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil, nel 2016, sono stati 116.049 gli infortuni sul lavoro registrati nella nostra regione, di cui 9.827 nella nostra provincia; Varese è alle spalle di Milano (38.480 infortuni), Brescia (15.746) e Bergamo (13.956). «In un tempo in cui il lavoro sta vivendo una profonda crisi globale – afferma Massimo Balzarini, segretario Cgil Lombardia – le lavoratrici e i lavoratori continuano ad avere pesanti infortuni, aumentano le malattie professionali denunciate e si continua a morire sui posti di lavoro. Occorre applicare puntualmente le disposizioni previste dal D.Lgs. 81 del 2008, intensificando i controlli e gli interventi migliorativi». In Lombardia nel 2016 si sono verificati 120 infortuni con esito mortale, in controtendenza rispetto al 2015, quando gli infortuni con esito mortale sono stati 165. «Questi dati, se saranno confermati dalla relazione annuale da parte dell’Inail – afferma Pierluigi Rancati, segretario Cisl Lombardia – vanno analizzati con molta cautela e soprattutto non devono assolutamente fare abbassare la soglia di attenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre migliorare la prevenzione, attraverso interventi di formazione rivolti a tutti i lavoratori, così come peraltro previsto dalle normative vigenti. È necessario anche un maggior coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nelle fasi di valutazione dei rischi e in merito alla programmazione della sicurezza». I settori produttivi più colpiti dagli infortuni sono l’edilizia, l’industria, l’agricoltura e la logistica. «I mancati processi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il deficit culturale e il fatto che molte aziende trascurano l’idea che gli investimenti in materia di salute e sicurezza possono trasformarsi in un costo per esse stesse, perché espongono i lavoratori e le lavoratrici, in particolare nelle piccole imprese e in determinati settori produttivi, a rischi elevati che spesso sono la fonte di infortuni o altri eventi infausti, dovrebbero far riflettere sull’opportunità, invece, di invertire queste tendenze – aggiunge Angelo Urso segretario Uil Milano Lombardia – mettendo in primo piano l’esigenza di trovare soluzioni adeguate». Su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro non si può abbassare la guardia; aumento dei controlli e potenziamento della formazione sono le richieste di Cgil, Cisl e Uil. n