Le imprese vogliono farsi sentire Con cinque domande ai candidati

La Provincia Varese - 28/05/2016

Come sarà la Busto Arsizio del domani? Il presidente di Confartigianato Imprese Varese Davide Galli lo chiede ai cinque candidati a sindaco. Cinque domande per capire quale direzione potrà prendere la città nei prossimi cinque-dieci anni, in prospettiva di aprire un nuovo ciclo dopo il decennio di Gigi Farioli. «Come sarà la Busto del domani se lo chiedono prima di tutto gli imprenditori – sottolinea Gallinel documento sottoposto ai cinque candidati sindaci – perché la città è per storia, cultura e formazione economica una culla del manifatturiero italiano». Lo dicono innanzitutto i numeri elaborati dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia: a Busto Arsizio le imprese artigiane sono 2.004 (il 23,8% del totale delle imprese) e danno lavoro a circa 4.200 addetti (1,8% della popolazione). Il 24% delle aziende è attivo nel manifatturiero, il 42% nelle costruzioni e il 39% nei servizi. Ma il tasso di crescita delle imprese (saldo aperture-cessazioni) è negativo: meno 1%. Come valore aggiunto dell’artigianato Busto è 71esima su 110. «Di fronte a questi dati, non possiamo non riflettere -le parole del presidente – se non vogliamo che lo sprint imprenditoriale che ha fatto grande la Piccola Manchester si interrompa, i candidati sindaco dovranno pensare in termini di politiche di sviluppo e investimento». Un’amministrazione a misura di impresa: è quello che si aspettano gli Artigiani. «Corretto pensare alla qualificazione energetica, agli interventi sulle barriere architettoniche, al welfare (abbiamo sempre sostenuto la sinergia tra pubblico e privato) e alla sostenibilità ambientale: queste sono alcune delle proposte tematiche dei candidati – sostiene Galli – ma ci sembra più che corretto un intervento mirato del futuro sindaco sulla sostenibilità nella tassazione, nella burocrazia, nell’occupazione dei giovani. Il territorio ha bisogno di un’apertura verso l’esterno, di incentivare l’insediamento di nuove attività e sostenere quelle che già esistono con servizi sempre più moderni e mettendo mano alle infrastrutture stradali e tecnologiche». Tematiche che l’associazione porta avanticon tenacia. Confartigianato si aspetta che «queste Amministrative» possano essere «un’occasione per porre al centro dell’attenzione le imprese: un soggetto economico e sociale al quale il dibattito elettorale non ha dato il giusto peso. La competitività d’impresa è fatta di risparmio di tempo e costi, di occasioni di confronto e luoghi di innovazione». Ecco perché per i candidati di Busto sono pronte cinque domande: come ottimizzare il rapporto tra Pa e imprese per ridurre carte, bolli, timbri e permessi? Come intervenire sulla tassazione locale? Come rilanciare le aree dismesse e quali i piani per l’insediamento delle nuove attività? Come creare un ponte tra imprese e scuole per aiutare l’occupazione giovanile?. E si chiude guardando a dopodomani: «Quali i progetti per aiutare le imprese sul fronte dell’innovazione?»