Le imprese varesine protagoniste in Fiera Al Salone del Mobile le nostre eccellenze

La Prealpina - 05/04/2017

Tutti sulla Torre civica, sognando la sua riapertura al pubblico anche se non nell’immediato e non tutti i giorni: prove generali di “bellavista”, insomma, quelle celebrate ieri dagli amministratori varesini. Il sindaco Davide Galimberti, il vicesindaco Daniele Zanzi, gli assessori Roberto Cecchi e Andrea Civati e il consigliere comunale Mauro Gregori hanno effettuato una visita salendo fino in cima alla costruzione che sovrasta la città da piazza Monte Grappa, attualmente chiusa. «La Torre civica costituisce una ricchezza per la nostra città – ha dichiarato il sindaco Galimberti – la vista che si può ammirare dall’alto restituisce tutta la bellezza di Varese e del nostro paesaggio. Sarebbe bello poter riaprire presto la torre e dare a tutti i varesini la possibilità di visitarla».

Da tempo sono allo studio dei progetti per la rinascita di questa “scalinata” che svetta sulla città con i suoi cinquanta metri e oltre: una sorta di campanile laico che si contende primato e panorama con il Bernascone di San Vittore. La tenuta della struttura e le sue potenzialità future sono state valutate ieri dalla squadra amministrativa, ma soprattutto per sviluppi nel tempo. «La bellezza della vista è straordinaria – ammette il vicesindaco Zanzi -. Lo sguardo sui tetti alle diverse altezze è impagabile, anche perché la struttura all’interno è molto più ariosa di quanto si possa pensare da fuori. Tutti dovrebbero avere questo privilegio, è un peccato che non si possa accedere all’area. Stiamo parlando di un monumento di grande pregio architettonico e anche ambientale che andrebbe valorizzato». Per il consigliere Gregori, «la Torre civica non è messa male, anzi. Ci sono da sistemare, in vista dell’apertura al pubblico, alcune pareti e i tratti di scale sprovvisti di protezioni e corrimano». Il sopralluogo di ieri aprirà a nuove strade? «Di sicuro si potrebbe mettere in sicurezza la Torre così com’è per consentire l’ingresso – conclude Zanzi -, senza procedere al restauro completo che sarebbe troppo oneroso».