Le imprese lombarde crescono E diventano sempre più influenti

La Provincia Varese - 26/05/2017

Afil, Associazione Fabbrica
Intelligente Lombardia,
è uno dei nove cluster
riconosciuti ufficialmente
da Regione Lombardia insieme
a Aerospazio, Agrifood,
Ambienti di vita, Chimica
verde, Energia, Mobilità,
Scienze della vita, Smart
communities.
Sono importanti i cluster
per il territorio, perché catalizzatori
di progetti e di risorse.
Ed Afil ne è un perfetto
esempio: sono 131 le imprese
che aderiscono ad
Afil, a cui si affiancano in un
u n i c o p r o ge t t o d i
networking anche 13 enti di
ricerca e università e 10 associazioni
datoriali territoriali
e di categoria del Sistema
Confindustria. Fino ad
oggi – è il dato emerso durante
l’Assemblea del Cluster
che si è tenuta ieri nella
sede di Gallarate dell’Unione
Industriali varesina – i
progetti di ricerca e innovazione
finanziati dei soci di
Afil hanno un valore di 29
milioni di euro.
«Grazie alle iniziative di
Afil hanno preso le mosse
collaborazioni tra imprese e
centri di ricerca, joint-venture,
progetti finanziati.
Grazie a Regione Lombardia
e Afil le imprese lombarde
stanno aumentando la loro
capacità di proposta e di influenza
ai tavoli di Bruxelles»
ha affermato ieri Stefano
Scaglia, Presidente Afil.
E così è anche grazie alla capacità
dei cluster come Afil
di reinterpretare il tradizionale
modello italiano del distretto
industriale, che
l’Italia e la Lombardia hanno
cominciato a scalare le
classifiche europee dei finanziamenti
Ue destinati
alle attività di ricerca e sviluppo
delle piccole e medie
imprese, in stretta sinergia
con le grandi.
«Possiamo e dobbiamo,
però, fare meglio» ha aggiunto
Riccardo Comerio
presidente di Univa: «Lo
stesso Piano Nazionale della
Ricerca si pone l’obiettivo
di raggiungere la quota del
10% dei finanziamenti Ue di
Horizon 2020. È vero che
per alcune voci delle ‘call’
legate all’industria come
quelle dello Spazio, delle
Nanotecnologie e delle Pmi,
siamo, anche grazie ai Cluster
come Afil e come il
Lombardia Aerospace Cluster,
sopra questa soglia,
ma il dato medio nazionale
rimane intorno all’8%. Ben
lontano dai livelli di Germania
e Inghilterra (Brexit permettendo)
e comunque dietro
a Francia, Spagna e
Olanda.
È singolare che l’Italia, il
Paese in cui il modello del
distretto è nato, non sia ancora
in grado di cogliere,
dunque le opportunità offerte
ad esso dall’Europa.
L’Italia in tutta la sua ricchezza
di distretti industriali
deve saper primeggiare».

Ed è questo proprio uno
degli obiettivi di AFIL. Anche
attraverso la condivisione
tra tutti i soci delle
best practice, come quelle
offerte dal territorio del Varesotto
sui fronti dell’engineering
e della manifattura
additiva.
Come quella proposta all’Assemblea
da Whirlpool e
da Tenova.
«Il modello di open innovation
di Whirlpool R&D, attraverso
le sue applicazioni
tecnologiche, impatta su
circa il 10% del fatturato
globale dell’azienda, ed alimenta
un ecosistema di
partner che trascende i confini
del core business aziendale»,
ha spiegato Adriano
Scaburri, di Whirlpool R&D,
che ha presentato il progetto
#Engineering@Whirlpool.

«Negli ultimi due anni
abbiamo sottoposto più di
330 brevetti allo European
Patent Office, molti dei quali
frutto di partenariati strategici
nati in seno ai tre laboratori
di Whirlpool R&D
basati in Italia, a Cassinetta
di Biandronno: il Global Food
Institute, il Global Radiofrequency
Lab e il Global
Material Lab»