Le imprese di Varese resistono

La Prealpina - 31/01/2020

Sono 353.052 le imprese nate in Italia nel 2019, circa 5mila in più rispetto all’anno precedente. A fronte di queste, però, 326.423 hanno chiuso i battenti nello stesso periodo, 10mila in più rispetto al 2018.

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Secondo i dati di Unioncamere, il risultato di queste due dinamiche ha consegnato, a fine anno, un saldo tra entrate e uscite positivo per 26.629 imprese, il saldo minore degli ultimi 5 anni.

A fine dicembre 2019, quindi, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.091.971 unità. Insomma, crescita sì, ma a ritmi lenti.

Sembra che l’obiettivo primario delle aziende sia, innanzi tutto, riuscire a resistere. Una tendenza che si ritrova in pieno anche in provincia di Varese.

I numeri di Unioncamere per il nostro territorio parlano di un saldo tra imprese nate e morte lievemente negativo, pari a un meno 0,09%. Il che significa, sostanzialmente, stabilità.

«Non fare passi indietro è già un risultato importante per la nostra provincia – sottolinea Fabio Lunghi, presidente della Camera di commercio di Varese – Il nostro tessuto imprenditoriale è sano e, pur avendo una particolare vocazione all’export, resiste anche di fronte alle pesanti incertezze internazionali. Certo, un maggior sostegno concreto da parte del governo alle attività produttive sarebbe necessario . Oggi per chi fa impresa è tutto un problema: la strada è piena di ostacoli, dalle tasse alla burocrazia, al credito. È anche per questo che abbiamo iniziato a mettere le basi per l futuro economico della provincia e il primo passo, apprezzato dagli imprenditori, è quello di mettersi insieme e mettere in pratica il concetto di filiera».

Secondo Unioncamere, uno dei settori maggiormente dinamici, a livello nazionale, è quello del turismo. Una tendenza sicuramente anche varesina. «Noi abbiamo lavorato molto su questo fronte – continua Lunghi – e ora raccogliamo i risultati. Ma bisogna continuare a lavorare in sinergia con tutto il territorio. Dobbiamo puntare sempre di più sui servizi e sulla qualità».

«Si accentua nel 2019 il turnover delle nostre imprese», sottolinea anche il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli.

«Le incertezze del contesto internazionale si fanno sentire soprattutto in quei settori più esposti alla concorrenza dei mercati, come la manifattura. Anche il commercio mostra un calo, mentre la capacità attrattiva del nostro Paese alimenta l’industria del turismo, che continua a crescere, così come in aumento sono le attività professionali e i servizi alle imprese. In ogni caso, la voglia di fare impresa resta alta. È un segnale importante. Dobbiamo continuare a lavorare al fianco delle imprese per far crescere la loro competitività».