Le calzature made in Varese non si arrendono e resistono

Una passione dura a morire per le calzature made in Varese, che qualcuno stoicamente sta cercando di portare avanti , nel complesso di Viale Belforte dove cinquant’anni fa c’erano laboratori, uffici e magazzini, e lavoro assicurato per più di trecento persone. La storia Una storia che non si deve dimenticare, quella del Calzaturificio di Varese. Un marchio che ha fatto la storia della città, nato alla fine dell’Ottocento e divenuto la più importante fabbrica di calzature al mondo. Ma che i varesini ricordano per la “guerra delle scarpe” alla fine degli anni 80, che vide nei tribunali i discendenti della famiglia Trolli lottare invano contro la spericolata finanza gestita dalla Benetton Group, nel tentativo di riportare a Varese il controllo del marchio, la proprietà dei negozi e della rete commerciale. A parlare è Antonio Beati, una vita trascorsa a produrre calzature di qualità, fiore all’occhiello del made in Italy, prima come Dove cinquant’anni fa sorgeva il cuore pulsante dell’azienda oggi troviamo la Calzature 178 di Varese Immagini d’epoca del Calzaturificio di Varese fornitore del Calzaturificio di Varese e poi come protagonista della riapertura dell’outlet di Via Peschiera. «Sei anni fa il marchio risultava di proprietà di una famiglia siciliana, gli Schillaci, che l’aveva rilevata dal gruppo Benetton», racconta Beati. Riconoscendo valore alla capacità artigianale che ancora il territorio varesino poteva esprimere, gli Schillaci fanno ripartire la produzione con il marchio storico del Calzaturificio di Varese e affidano ad Antonio Beati la nascita di un polo varesino che fornisca i negozi sparsi nella penisola che ancora portano il prestigioso nome, mentre a Varese viene concessa l’attività di outlet in via Peschiera. Purtroppo la società che ha in gestione il marchio fallisce e del brand si perdono le tracce, ancora una volta al di fuori di Varese: nel garbuglio giudiziario che ne consegue, il marchio ora sembrerebbe in capo al gruppo Coin. «Io e il mio socio non siamo né concessionari né proprietari e non rappresentiamo il marchio del Calzaturificio di Varese. Ma ci sentiamo un po’ discendenti di questa tradizione e abbiamo voluto tenere alta la bandiera sotto il nome di Calzature 178 di Varese, tornando qui dove c’era la vecchia fabbrica: qui continuiamo a vendere scarpe artigianali di alta qualità rigorosamente made in Italy». Nella piccola e coraggiosa impresa di tipo familiare lavora anche Antonino Cacace, napoletano di origine ma da ventiquattro anni a Varese: «Non vogliamo mollare, anche se la concorrenza è spietata: nell’Est europeo si produce a costi dimezzati rispetto ai nostri; e poi in pochi sono sensibili al richiamo delle calzature artigianali “senza tempo”. Per fortuna a noi si interessano i clienti Svizzeri, che apprezzano la calzatura di qualità, e chi ama i prodotti classici». Un piccolo passo, positivo, per una storia che sembra davvero non voler finire mai. n