Le banche svizzere amministrano patrimoni per un valore di 7.000 miliardi di franchi

I numeri del “Barometro bancario”, il bollettino annuale diramato dall’Associazione svizzera dei banchieri. Con una quota di mercato del 26,6%, la Svizzera si riconferma leader di mercato globale nel segmento della gestione patrimoniale transfrontaliera per i clienti privati

Le 248 banche svizzere godono di buona salute, nonostante le turbolenze del sistema. È questo il messaggio che arriva dal “Barometro bancario”, il bollettino annuale diramato dall’Associazione svizzera dei banchieri. Il 2018 è stato tutto sommato un anno buono: il risultato operativo aggregato è cresciuto  del 4,6%  pari 65,3 miliardi di franchisvizzeri, l’utile annuo aggregato (risultato del periodo) è aumentato del17,3%  ed è pari 11,5 miliardi. Le banche hanno versato tasse sui proventi e sugli utili per 1,5 miliardi. Diminuiscono del 4,8%, pari a 6.943 miliardi di franchi, i patrimoni amministrati, calo riconducibile in primis all’andamento dei corsi azionari. Nonostante ciò con una quota di mercato del 26,6%, la Svizzera si riconferma leader di mercato globale nel segmento della gestione patrimoniale transfrontaliera per i clienti privati.

«Anche se il contesto economico permane caratterizzato da forti incertezze, le banche in Svizzera sono state in grado ancora una volta di dare prova della loro capacità operativa. Il numero di occupati sul mercato elvetico ha accusato soltanto una lieve flessione. Secondo il nostro sondaggio, tre banche su cinque si attendono per la seconda metà dell’anno un andamento stabile della situazione occupazionale», ha affermato August Benz, vice ceo dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) e responsabile private banking & asset Management commentando il Barometro bancario.

Il numero delle banche attive in Svizzera è sceso a fine 2018 di cinque unità a un totale di 248 istituti, flessione che riguarda le banche regionali e le casse di risparmio, nonché le banche estere e le banche private. Il totale di bilancio è leggermente sceso dello 0,8% attestandosi a 3.225 miliardi, mentre le attività creditizie rimangono un pilastro portante  per lo sviluppo economico della Confederazione. La crescita dei crediti ipotecari nazionali è stata pari nello scorso esercizio al 3,6%, attestandosi quindi al di sopra del livello dell’anno precedente (2017: 2,7%).

Anche in Svizzera cala il numero dei bancari. Il numero degli occupati a tempo indeterminato è pari a 90 660 unità (-1,4%). Una parte di tale lieve flessione è riconducibile al trasferimento di vari posti di lavoro all’interno di unità di gruppo che non rientrano nelle statistiche bancarie. Secondo quanto risulta da un sondaggio condotto dall’ASB, nel primo semestre del 2019 l’andamento dell’organico complessivo ha accusato una lieve flessione, ma la maggioranza delle banche prevede per il secondo semestre 2019 un’evoluzione costante dei livelli occupazionali al proprio interno.