Le ali spezzate di Malpensa

La Prealpina - 31/03/2020

Terminal 1 chiuso, Terminal 2 al lumicino e il Cargo che tiene accesa la speranza. Malpensa è una città che si è fermata, come Milano, Varese e gli altri centri della zona. Sta dando i servizi essenziali e soprattutto è la prima porta di accesso ai voli umanitari che portano in Lombardia mascherine, guanti, camici, respiratori e medici. È la porta degli affetti: a Malpensa atterrano gli italiani del nord Italia che lavorano e studiano all’estero e hanno deciso di tornare a casa. Ed è anche una enorme azienda che ha dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali per tutelare i dipendenti a casa. Migliaia di persone. I numeri Sono le cifre a raccontare cosa sta accanendo allo scalo della brughiera che vede passare ogni giorno – da quando sono stati chiusi con decreto ministeriale il Terminal 1, Orio al Serio e Linate – circa 1000 passeggeri al giorno. Per quanto riguarda i voli passeggeri al momento se ne registrano circa 20 al giorno, mentre per il cargo ci sono 35 – 40 movimenti giornalieri. Da Sea sottolineano: «Stiamo tutti vivendo un momento difficile, di incertezza e timore, ma saranno la forza della solidarietà e la nostra capacità di cooperare a permetterci di uscirne più saldi e consapevoli di prima. Ognuno deve fare la sua parte, nel rispetto delle norme anti-contagio e della salute altrui, guardando con ottimismo al futuro e adoperandosi per come può nel presente». I lavoratori Cassa integrazione a rotazione giornaliera per i dipendenti Sea (4mila persone fra Linate e Malpensa), in modo che mantengano un collegamento con la normalità. A questi si sommano centinaia di dipendenti delle compagnie aeree e tutto il personale di negozi e ristorazione. Oltre cinquecento persone che fanno parte della fascia più debole -pulizie e lavoratori interinali – che forse non avranno ammortizzatori sociali. «Chi è più in difficoltà lavora al Cargo», spiega Renzo Canavesi sindacalista Cub Trasporti: «I dipendenti di Mle che lavorano hanno dovuto acquistare mascherine e guanti per proteggersi, perché l’azienda non ha fornito niente. Stiamo anche seguendo le vicende dei circa duecento addetti alle pulizie e i trecento interinali che ad aprile se la vedranno molto male, senza stipendio». Non si contano poi i dipendenti dell’indotto: hotel e parcheggi. I passeggeri Nelle prossime ore c’è preoccupazione perché sono attesi 500 coreani che torneranno in Corea del Sud. Nonostante i viaggiatori siano abbastanza distanziati, i controlli negli spazi ristretti del Terminal 2 saranno da gestire con molta attenzione. Le scorse settimane il personale ha dovuto far fronte alla comunità egiziana prima e quella turca poi. Ieri Neos ha confermato la partenza di un volo dal Kenya a Malpensa: i biglietti si aggirano attorno ai 1400 euro, perché sono garantiti alti livelli di sicurezza e distanziamento all’interno del velivolo. I voli umanitari Numerosi sono i voli umanitari che in questi giorni stanno arrivando da tutto il mondo a Malpensa. Lo scalo della Brughiera è la porta d’accesso principale per gli aiuti che arrivano principalmente dalla Cina. Fra gli ultimi, l’atterraggio di sabato 28 marzo: il volo arrivato dalla Cina con 1.800.000 mascherine, 5mila guanti e 26mila tute consegnate alla Protezione civile. Per quanto riguarda il cargo, i primi 21 giorni di marzo sono transitate a Malpensa 25.600 tonnellate di merci con una differenza del -22% circa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.