Lavoro, ispettori insufficienti A Varese servono assunzioni

La Prealpina - 06/02/2020

Da un lato c’è la volontà da parte del governo di stanare evasori fiscali e lavoratori in nero. Dall’altro, le buone intenzioni si scontrano con la dura realtà dell’organico della pubblica amministrazione. Accade in tutta Italia e anche Varese non ne è esente, soprattutto sul fronte dei controlli in azienda. Questa volta l’organico a ranghi ridotti è quello degli ispettori del lavoro. le nuove assunzioni sono un ricordo lontano e chi resta in servizio è costretto a dividersi tra interventi fuori sede e scrittura di verbali e report in ufficio. «La situazione dell’ispettorato del lavoro di Varese da un punto di vista dell’organico è abbastanza difficile – sottolinea Gabriele Dellutri di Uilpa Varese – Al momento lavorano 40 persone. Ci sono 25 ispettori non tecnici e 15 amministrativi. I tecnici, vale a dire ingegneri e architetti specificatamente dedicati ai controlli, non sono in servizio. Il che significa che chi è al lavoro deve fare tutto: ispezioni, verbali, parte amministrativa». E i compiti da svolgere non sono pochi. Si va dal contyrollo dei contributi versati alla regolarità dei contratti, dalla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro alla regolarità nel versamento delle tasse. Un universo ampio e non certo semplice da gestire. E lo Stato centrale non aiuta. Al punto che nei giorni scorsi è stato organizzato anche un presidio davanti al Ministero del Lavoro. L’ultimo concorso nazionale per assumere personale risale addirittura al 2006. «E tra l’a ltro, anche nel caso in cui domani dovessero emettere un nuovo bando – spiega Dellutri – non è detto che siano previsti inserimenti in provincia». La preoccupazione, insomma, è reale. Anche perchè, come sottolinea lo stesso sindacalista, gli uffici di Varese sono considerati «una eccellenza a livello nazionale per i compiti svolti – ricorda Dellutri – Ma ora le risorse sono veramente all’osso. E la qualità alta non può essere garantita all’infinito». Sta di fatto che, vista l’immobilità della situazione, sorgono i primi dubbi sulle reali volontà da parte del mondo politico. «L’agenzia nazionale – ricorda Dellutri – è stata istituita nel 2017, ma non è mai stata sostenuta. Ora si tratta di capire quale sia la volontà di chi ci governa. Non vorrei che si facesse marcia indietro e ogni ente tornasse ad avere i “suoi” i s p e ttori. Mi sembra una strada ormai non percorribile. Tornare ai campanili non ha molto senso. Però, arrivati a questo punto, serve una azione concreta». La richiesta dunque è chiara, sia a livello locale, sia a livello nazionale. L’ente nazionale deve funzionare – ribadisce l’esponente di Uilpa Varese – Bisogna uscire da questa situazione di paralisi che rischia di protrarsi per troppo tempo».