Lavoro e consulenze, abusivismo dietro l’angolo

«Se credi che un professionista ti costi molto, è perché non hai idea di quanto ti costerà un dilettante». Da tempo, sui social network, gira questa massima, utilizzata soprattutto dai rappresentanti della libera professione per ricordare ai potenziali clienti la differenza che può intercorrere fra un professionista, appunto, e un mesteriante. Una situazione attuale soprattutto per quanto si è discusso ieri a Ville Ponti, dove il Consiglio provinciale dei Consulenti del lavoro di Varese, ha scelto di trattare l’argomento “Abusivismo e Legalità” per celebrare i quarant’anni della legge 12/79 e quindi del loro ordine professionale.

Il focus sul Varesotto è stato stilato dalla presidente Vera Lucia Stigliano che ha indicato la nostra provincia come «un’isola felice della legalità», almeno per quanto riguarda questo ambito. «Contro l’abusivismo della professione – ha affermato Stigliano – abbiamo fatto veramente tantissimo, sopratutto in termini di monitoraggio, grazie alla sinergia con le altre istituzioni. I cosiddetti espertoni, le pseudo-cooperative e chi opera senza averne titolo, viene immediatamente segnalato e sanzionato. Purtroppo capitano ancora alcuni casi, anche perché magari un imprenditore non se ne rende conto e si affida a queste persone per la gestione di molte questioni aziendali. Il problema è che, a fronte di un risparmio iniziale che può arrivare anche al 30%, poi i nodi vengono al pettine e i danni compiuti e da sistemare hanno un costo decisamente superiore. Bisogna tenere alta la guardia – aggiunge Stigliano – perché nel Milanese e in Lombardia, ogni tanto avvengono episodi ancora del genere. Si deve intervenire subito, altrimenti, anche vent’anni dopo, i lavoratori se ne accorgono sulla loro pelle e, com’è capitato, possono rendersi conto che i loro contributi non sono stati versati, anche per decenni».

Una situazione confermata anche dal principale relatore della giornata, il consigliere nazionale dell’ordine dei Consulenti del lavoro Luca De Compadri: «In Italia – ha affermato l’avvocato, davanti a una platea di circa centocinquanta persone – vi è una recrudescenza del fenomeno dell’abusivismo. Purtroppo, il costo del lavoro può spingere gli imprenditori a utilizzare delle forme di lavoro apparentemente al risparmio ma che, in realtà, avranno quasi certamente conseguenze penali ed economiche molto pesanti». Infine per i quarant’anni dell’ordine varesino, si sono ricordati o omaggiati gli altri presidenti del quarantennio. E cioè Guido Paganini, Ildefonsa Borloni, Gino Malnati, Enzo Sparaciari, Fernando Fasolo, Giovanni Buratti, Alfonso Carollo, Antonino Iannello, Franca Dacomo, Antonio Marabiso e Gilberto Bezzegato.