Lavoratori stanchi di restare in silenzio In più di 100 rischiano il posto di lavoro

La Provincia Varese - 15/09/2016

Mascioni S.p.a: nuova assemblea dei lavoratori ieri pomeriggio e nuova bocciatura del piano proposto dall’azienda di Cuvio: un solo astenuto, tutti gli altri contrari. E non si escludono forme di lotta sindacale da mettere in campo a breve. Dopo l’incontro sul tavolo provinciale dell’altro ieri i vertici di Mascioni S.p.a hanno lasciato il pallino in mano ai lavoratori chiedendo che siano loro a formulare una nuova proposta sulla quale andare a trattare. Fonti vicine all’azienda hanno però sottolineato come questa proposta non possa comprendere il ricorso agli ammortizzatori sociali o a incentivi per mobilità volontaria e prepensionamenti. «La direzione dei lavoratori è quella – spiegano Ernesto Raffaele, della Filctem Cgil, parlando anche a nome dei colleghi Pietro Apadula, della Femca Cisl dei Laghi, Antonio Parisi segretario provinciale della Uiltec Uil e delle Rsu – Non si è mai visto, del resto, un’azienda negare il ricorso agli ammortizzatori sociali perché troppo costosi. Quella è la strada che i lavoratori hanno indicato, insieme a maggiori risorse da mettere a disposizione per la mobilità volontaria, e il ripristino di tutto ciò che l’azienda ha unilateralmente cancellato sui prossimi tre anni». In ballo ci sono 118 posti di lavoro: erano 145 quelli individuati inizialmente; 27 lavoratori hanno accettato gli incentivi messi sul tavolo dalla Mascioni S.p.a per lasciare il proprio posto di lavoro. E i tempi sono stretti. «È evidente che la richiesta di essere noi, anzi i lavoratori a formulare una proposta, mira a spostare la responsabilità di quanto sta accadendo – continua Raffaele – I lavoratori hanno già detto ciò che giustamente chiedono. L’azienda ha detto no e continuerà a dire no. Di fatto eliminando ogni base per qualunque possibile trattativa». La convocazione in Regione è attesa a breve. Difficilmente, visti i presupposti, le parti sociali arriveranno ad un accordo. «L’azienda a quel punto sarà libera di licenziare – conclude Raffaele – e noi, però, di tutelare i lavoratori in ogni modo possibile. Non è escluso, anzi l’ipotesi è stata avanzata, che possano essere a breve messe in campo forme di lotta sindacale. I lavoratori sono stanchi di restare in silenzio mentre in più di cento rischiano di restare s e n z a o c c u p a z i o – ne».