Lavoratori autonomi dimenticati

La Prealpina - 20/03/2020

C’è un dato che in questi giorni ha subito colpito quanti hanno aperto una partita Iva per poter svolgere il proprio lavoro: l’una tantum di 600 euro che il governo ha deciso di destinare loro per il mese di marzo è inferiore al reddito di cittadinanza. «Sono in tanti a farmelo notare – spiega Paola Castiglioni (nella foto) , presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Busto Arsizio – così come sono tante le persone che chiedono spiegazioni su come ottenere questo auto. Ma al momento non si può ancora richiedere». Insomma, tra chi ha la partita Iva e lavora in modo autonomo il malcontento c’è eccome, Per non parlare, poi, dei liberi professionisti iscritti a un ordine professionale. A loro sono rimaste ben poche risorse. «Per il lavoro sono stati stanziati 10,3 miliardi – sottolinea Castiglioni – di questi 3 sono riservati agli autonomi, ma soltanto trecento milioni di euro a chi è iscritto agli ordini professionali». Le cifre parlano da sole. Esattamente come i numeri dell’esercito delle partite Iva. In Lombardia sono circa seicentomila, considerando i artigianato e commercio. «Teniamo anche presente che molti di loro sono giovani – sottolinea la presidente Castiglioni – che hanno aperto la partita Iva proprio per iniziare a lavorare. Ora non hanno guadagno e sicuramente hanno sostenuto e devono sostenere delle spese. È chiaro dunque che gli aiuti sono limitati». Per chi, ad esempio, ha aperto un negozio o una bottega c’è un sostegno in più: un credito di imposta del 60 per cento per l’affitto di marzo. «Ma è previsto soltanto per negozi e botteghe – sottolinea Castiglioni – non per chi deve pagare affitti di uffici o altri spazi». Insomma, il decreto ha delle luci ma anche tante ombre, a partire dal rinvio delle scadenze fiscali. «Per alcuni lo slittamento è stato di quattro giorni – spiega la presidente – e per tutti la ripresa dei versamenti è stata fissata al 31 maggio. Ma è chiaro che chi ha una attività è seriamente preoccupato di non riuscire ad assolvere a tutti i propri impegni finanziari. Per i lavoratori autonomi, poi, è incertezza totale su come potranno riprendere la loro professione».