Laveno – Stop alla nuova passeggiata

La Prealpina - 30/06/2020
  • Il progetto per la nuova passeggiata a lago, quella della “ex Darsena
    Romanini”, non è piaciuto alla Soprintendenza.
    «Dicono che non è coerente con il lago», sintetizza il sindaco Ercole Ielmini, evidentemente contrariato da questa presa di
    posizione che ha costretto la sua amministrazione a
    commissionare all’architetto un supplemento d’incarico.
    Un progetto che deve essere ora ripresentato («Loabbiamo già analizzato in giunta», assicura il primo cittadino), adeguandolo
    alle prescrizioni della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio. Che, in buona sostanza, ha recapitato in municipio un “preavviso di diniego sotto l’aspetto paesaggistico” e chiede che
    l’attuale percorso, un centinaio di metri in riva al
    Verbano, sia mantenuto così com’è.
  • Quindi, no all’ampliamento, no alla modifica dei parapetti, no
    alla “sovrastruttura” in acciaio. Che avrebbe portato – evidenzia anche il gruppo Centro Destra e Indipendenti nell’interrogazione presentata in Consiglio comunale – non solo alla «rivalutazione della passeggiata esistente», ma a un intervento «devastante», con il «raddoppio in larghezza con un sistema di piloni a sbalzo».
  • Un progetto da 145mila euro che ora sarà ridotto e che dovrebbe limitarsi a una nuova pavimentazione, in pietra naturale. L’obiettivo – precisa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Enrico Rodari – resta quello di collegare due aree pubbliche, quella nei pressi dell’hotel De Charme e il parco delle Torrazze che verrebbe finalmente riaperto, dopo anni, a beneficio di turisti e residenti.
    Ma oltre al parere della Soprintendenza c’è ancora da superare un altro ostacolo, quello dell’esproprio di una porzione privata necessaria a completare il collegamento.
    Nel mirino della minoranza non c’è solo il “camminamento a servizio della darsena ex Romanini”, ma pure il progetto di una società privata di realizzare appartamenti nell’ex caserma austro-ungarica.
    In una seconda interrogazione, Graziella Giacon e
    Giancarlo De Bernardi chiedono perché non sia stata richiesta alla Soprintendenza «la verifica dell’interesse culturale dell’immobile». «Dovevano farlo loro, prima, quando erano in amministrazione», replica Ielmini.
    Il cantiere in realtà non è ancora partito ma i proprietari, dopo la variante al Pgt (prima era previsto un albergo), hanno già
    tutte le autorizzazioni per cominciare. L’esterno dello stabile affacciato sul lago Maggiore – sottolineano dalla giunta – non
    verrà toccato: i lavori saranno effettuati solo all’interno, dove verranno ricavati nuovi appartamenti. Proprio per far
    spazio all’intervento, all’inizio dell’anno la Lega Navale Italiana ha lasciato la sede che le era stata concessa in comodato d’uso.