Laveno Riaprire il parco delle Torrazze

La Prealpina - 11/01/2019

Il Comune di Laveno Mombello si sta attivando per la riapertura dello storico parco delle Torrazze. All’albo pretorio è pubblicata infatti la richiesta di studio di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione della cosiddetta “passeggiata Romanini”, via di collegamento tra le aree pubbliche della ex Ceramica Lago e, appunto, del parco delle Torrazze. Il progetto della via di collegamento è ambizioso ed importante perché permetterebbe al polmone verde a lago, chiuso ormai da oltre 15 anni ed adiacente ad un’area che ha conosciuto momenti travagliati, quella della ex ceramica, di tornare ad antichi splendori.

A confermare la bontà del progetto è lo stesso sindaco di Laveno, Ercole Ielmini, che spiega i passi fin qui intrapresi. «Il Comune – ha detto ieri il primo cittadino – non da oggi cerca una soluzione per questa area, per questa via di circa 30 metri che insiste su proprietà privata e per la quale abbiamo cercato e cerchiamo un accordo prima di mettere in atto procedure espropriative. Il desiderio dell’Amministrazione è quello di restituire alla pubblica fruibilità questo importante parco che vede al suo interno importanti arbusti».

Nel corso degli anni sono stati diversi i tentativi di riaprire l’area, almeno tre, che hanno riguardato le varie Amministrazioni che si sono susseguite, ma proprio un lembo di terra di proprietà privata, utile per l’accesso, di fatto ha vanificato gli sforzi. Impossibile bypassare l’area sfruttando la passeggiata che da via De Angeli – agli onori delle cronache per i lecchi da salvare – porta alle ex ceramiche. Nemmeno è possibile fare una passerella via lago: sarebbe troppo onerosa e di difficile realizzazione per motivi di sicurezza lì, in quel punto del golfo lavenese.

Non rimane dunque che trattare o procedere con l’esproprio, se possibile. Fatto curioso, cercando informazioni sul questo parco è possibile vedere come alcuni siti Internet di turismo, nonostante sia chiuso ormai da anni, propongono il parco come una delle mete “da visitare” sul Lago Maggiore.

Chiaramente il parco, inteso come patrimonio arboreo, come pure la parte strutturale con i vari terrazzamenti, oltre alla via di accesso necessita anche di opere di bonifica importanti per tornare alla messa in sicurezza.

Nel dicembre 2016 c’è stato un intervento da parte della Protezione civile per «controllo piante da porre in sicurezza perché pericolanti» ed altri interventi nel medesimo anno da parte di volontari che speravano in una prossima riapertura.

Insomma, l’Amministrazione di Laveno prova a far ripartire un progetto ambientale proprio nei giorni in cui è attesa la “sentenza” sui lecci di via De Angeli che tanto hanno fatto discutere e che hanno portato l’opposizione a scrivere un esposto per proteggere gli alberi dalla prospettiva dell’abbattimento. La vicenda ha avuto una forte eco anche sui Social network, con numerose prese di posizione.

Il progetto del Parco delle Torrazze, in realtà, è antecedente di molto a questa problematica ma ha dato modo allo stesso comitato a difesa degli alberi sul lungolago di aprire alcune pubbliche riflessioni sulla Prealpina.

Grande pregio ambientale

«L’interesse del Comune per uno studio di fattibilità per la passeggiata Romanini è un’ottima notizia – scrivono dal comitato spontaneo “Salviamo i nostri Lecci” – perché non può che preludere alla riapertura del parco delle Torrazze». Questa la presa di posizione (a favore del progetto).

«Speriamo – spiega il comitato – non si tratti solo di una riapertura temporanea, come ce ne sono già state in passato, ma di un vero e proprio piano a lungo termine che preveda una manutenzione costante, accurata e svolta da professionisti competenti e attenti, visto il pregio paesaggistico e ambientale, tale da attirare anche l’attenzione del Fai». «Auspichiamo – aggiunge il comitato sorto per salvare i lecci – che venga considerata anche l’opportunità di collegare il parco delle Torrazze con il parco del Forte Castello, sulla cima del colle San Michele, proteggendo e valorizzando il verde rimasto tra le due aree pubbliche, in particolare quello della via Carcano. Si realizzerebbe, in questo modo, un parco collegato al lungolago, con eccezionali scorci paesaggistici, che non avrebbe eguali sulle rive del lago. La riapertura delle Torrazze è un’ottima notizia anche perché sembrerebbe significare che l’amministrazione ha intenzione di utilizzare i fondi provenienti dalla Caserma Austriaca per quella che, stando a quanto riferito dal sindaco nell’assemblea del 18 dicembre, doveva essere la loro destinazione originaria. I proprietari della Caserma, infatti, avevano esplicitamente chiesto che il denaro da loro versato nelle casse dell’Amministrazione comunale servisse per la riapertura e la manutenzione delle Torrazze».