Lavena Ponte Tresa La mano rossa di Tomaino inaugura il sentiero dell’arte

Un saluto, un arrivederci o un addio? Un benvenuto oppure il classico “cinque” scambiato fra i giovani? Chissà. Ognuno potrà darne la sua interpretazione, ammirando “Sono qui”, l’opera dell’artista Giuliano Tomaino che è arrivata ieri mattina sul lungotresa Ludovico Mina con “vista” sulla Svizzera.

Grazie all’iniziativa dell’assessore alla Cultura, Valentina Boniotto, la collaborazione con la Pro loco e lo Spazio Lavit di Varese, questa imponente opera di ferro smaltato rosso, dell’altezza di oltre tre metri, che molti hanno già avuto occasione di ammirare all’ingresso di Expo 2015, approda sulle rive del Ceresio. Si tratta di una mano aperta su un lungo, esile braccio che vuole simboleggiare, a seconda di come la si veda, un gesto di saluto o di arrivederci, un simbolo di benvenuto o un “cinque”, giovanile gesto di amicizia. Oppure qualcuno particolarmente fantasioso potrà anche, perché no, immaginare un curioso albero rosso cittadino.

L’opera rimarrà a Lavena Ponte Tresa fino al mese di ottobre, impreziosendo così la stagione estiva, quella maggiormente turistica. «In questo modo -dicono dal municipio guidato dal sindaco Massimo Mastromarino- daremo metaforicamente inizio a quel sentiero dell’arte che, nelle idee dell’amministrazione comunale, ha ispirato il concorso di arte ambientale, magari con la speranza che qualche mecenate possa lasciarla in dono al paese per sempre, così come è stato a Genova, La Spezia, Firenze, Prato, Pistoia e nella vicina Varese. Il sentiero dell’arte apre quindi la prima stagione con l’intervento di Tomaino e con un concorso volto a ridefinire la scoperta del territorio, a cui si aggiungerà un’altra opera pubblica sul lungolago di Lavena Ponte Tresa, scelta fra quelle che parteciperanno alla selezione in corso sul sito www.pontemagico.com. Un progetto che andrà ad amplificare il suo carattere, per mezzo di artisti della scena contemporanea che con i loro interventi andranno a sostenere la valorizzazione del territorio».

Tornando a Tomaino, la sua opera viene così descritta dalla critica d’arte Serena Mormino: «L’arte è fonte di comunicazione e la manina di Tomaino sembra salutare quasi sorridendo e riempiendo il cuore. L’arte è un regalo che la vita ci dona, nulla di più vero e in questo caso più che mai l’artista è l’amico di sempre, quello di cui fidarsi, quello sempre pronto a sorriderci, a tenderci la mano, a farci alleviare tensioni, dolori, preoccupazioni. Perché la vita è un sogno, un gioco per grandi e piccini che va condotto con gioia e capacità di trarre insegnamento dagli accadimenti di ogni attimo. Tomaino ha l’enorme dono di saper dialogare con le persone, di qualunque età e cultura».