Latouche: «La vera felicità si trova oltre il Pil»

La Prealpina - 08/10/2017

varese Visti i problemi che, ciclicamente, stanno colpendo l’economia capitalista, merita una profonda riflessione, la Lectio magistralis tenuta venerdì a Ville Ponti da Serge Latouche che, nelle ricche e produttive Prealpi da 9 miliardi di export nel 2016, ha ricordato come «della felicità intesa come gioia di vivere ne abbiamo bisogno tutti, anche la Varese che produce».

L’economista e filosofo francese è stato l’ospite d’onore del convegno “La Felicità che non ti aspetti”, promosso da Kiwanis Varese. All’evento hanno partecipato ragazzi, insegnanti, professionisti e anche imprenditori varesini accolti dalla proiezione del documentario “Bhutan, Felicità interna lorda” sulle iniziative in corso nel piccolo stato himalaiano per privilegiare la ricerca della felicità della popolazione rispetto ad altri obiettivi. Poi chiaramente, ampio spazio è stato dato all’economista dei sentimenti: «La felicità come idea che la vita materiale possa permettere l’accesso a un benessere personale – ha premesso Latouche – è un’invenzione della modernità basata su due condizioni: individualismo ed economia». Poi, citando Saint-Just, Voltaire e Cesare Beccaria quando definiva l’obiettivo del nascente capitalismo industriale come «la massima felicità divisa per il massimo numero di persone», ha aggiunto: «Tuttavia questa promessa non si è mai realizzata, anzi, l’economia di oggi porta sempre maggiori ingiustizie e disuguaglianze. Un’economia felice è un ossimoro – ha aggiunto il docente transalpino – e quindi bisogna uscire dall’imperialismo dell’economia sulla vita quotidiana e sociale per ritrovare il senso dell’uomo, dell’umanità, il senso della società, dell’agire politico e della cultura». Insomma, bisogna uscire dallo schiavismo dei Pil e dei numeri e recuperare l’uomo.

All’evento, sostenuto anche dalle sezioni varesine di Ordine e associazione dei Consulenti del lavoro, Ordine degli architetti e dalla sezione lombarda della Società italiana Terapia cognitiva e comportamentale, hanno partecipato come relatori anche l’architetto Elena Brusa Pasqué e i docenti universitari Matteo Rocca e Gianmarco Gaspari dell’Insubria e Bruno Bara dell’ateneo torinese. Quest’ultimo in particolare ha proposto diversi spunti di riflessione sulla felicità, come punto di partenza o punto di arrivo per concludere con piccolo consiglio economico: «La cifra investita in un regalo assicura una felicità maggiore di quanto non possa fare la stessa cifra spesa per se stessi». Mentre Vera Stagliano (con Latouche nella foto), presidente di Kiwanis Varese, ha concluso sottolineando come «se l’obiettivo del nostro agire è garantire il ben-essere largamente inteso alla collettività, e in particolare alle generazioni più giovani, dobbiamo sforzarci di intendere diversamente i concetti di economia e di sviluppo non solo in senso teorico, ma anche sul piano pratico nelle aziende, negli uffici, nelle realtà lavorative di ogni giorno».