L’Arcisate – Stabio“metropolitana”tra Varese e Lugano

La Prealpina - 23/03/2017

Pensare a Varese come lo snodo della futura «metropolitana d’Europa» può sembrare esagerato. E forse per qualcuno lo è, ma il Partito democratico parte da questo obiettivo per lanciare la sfida sul trasporto ferroviario, in crescita grazie alla spinta di nuovi e vecchi collegamenti in fase di realizzazione o di riqualificazione. Come la Arcisate-Stabio, per dire della linea che da dicembre collegherà Varese con la Svizzera, aprendo, appunto, un’altra via europea. Le cui prospettive di sviluppo sono molteplici, molte a favore del capoluogo. Ne parlano, presentando il convegno dedicato alle ferrovie in programma domani all’istituto “De Filippi”, Alessandro Alfieri, segretario regionale dei democrat, e Pino Tuscano, responsabile della comunicazione del Pd varesino. Il ventaglio delle possibilità è ampio. Ma richiede uno sforzo da parte di tutti, dallo Stato, alla Regione, fin giù agli enti locali. Progetti ambiziosi quanto realizzabili, se ci sarà la volontà politica e manageriale necessaria.

Perché Varese metropolitana d’Europa? Perché, secondo Alfieri e Tuscano, la porta ferroviaria aperta sul Canton Ticino promette un ampio sviluppo di traffico e passeggeri. Tuscano è diretto: «Non solo un collegamento da e per Malpensa, come si ipotizza, ma molto di più. Se fosse soltanto un passaggio per l’aeroporto rischieremmo di avere un altro ramo secco. Invece bisogna pensare alla Arcisate-Stabio in funzione transfrontaliera, dedicata anche ai pendolari. Basterebbe adeguare i posteggi di alcune delle fermate lungo i pochi chilometri del percorso, integrando il tutto con collegamenti stradali utilizzando gli autobus. Frontalieri ma anche turisti. Non serve, credo, spiegare le potenzialità turistiche di Varese e della sua provincia per dare sostanza a questa idea».

No che non serve. Occorre però fare rete, come si dice. Chiamare a raccolta tutti gli enti istituzionali, attivarli e responsabilizzarli. Facile, sulla carta. Un po’ meno nella realtà del nostro caotico Paese, tra l’altro a corto di risorse. Ma il progetto è interessante e pure di più. Pone in causa, soprattutto sotto l’aspetto turistico, la riapertura della vecchia linea da Varese a Porto Ceresio e offre alla nuova tratta fino alla Svizzera, la Arcisate-Stabio, un respiro fortemente internazionale, esteso all’intero continente. «Da Lugano, l’alta velocità farà poi il resto». Senza scordarsi che da Mendrisio, appena oltre il confine, è uno attimo arrivare a Como. Ma internazionalizzare sotto il profilo ferroviario Varese richiede ulteriori sforzi.

«Come per ristrutturare e riqualificare la stazione dello Stato» avvertono Alfieri e Tuscano. Il progetto già in essere del Comune di Varese per collegare le due attuali stazioni, Stato e Nord, riguarda l’esterno. E’ un passo decisivo in avanti, ma non basta. “E’ indispensabile rinnovare l’edificio principale, dotarlo di strutture confortevoli e moderne” sottolinea Tuscano, introducendo addirittura l’esigenza di un Piano regolatore dedicato alla stazione. Le competenze sono sovracomunali, riguardano gli enti di gestione. Deputati anche risolvere un problema tutt’altro che secondario: Varese non ha un collegamento diretto con la Stazione Centrale di Milano, una lacuna enorme per una città che si candida a futuro snodo ferroviario con l’Europa. In concorrenza, diciamolo senza infingimenti, con Gallarate, che da sempre è il principale perno ferroviario del Varesotto e dell’Alto Milanese: è da lì che si diramano la linea del Sempione e quella verso Luino, quest’ultima, come si sa, in fase di riqualificazione in prospettiva dell’Alptransit.

Ed è sempre Gallarate che farà da stazione intermodale con la prevista bretella con Malpensa, finanziata in parte (80 milioni) attraverso il Patto per la Lombardia «sottoscritto poco tempo fa da Matteo Renzi e Roberto Maroni», come ricorda Alfieri.

 

«E poi il raddoppio della Rho-Gallarate»

 

Per quanto riguarda lo sviluppo ferroviario, lo sguardo del Partito democratico si spinge oltre Varese.

Per diventare “metropolitana d’Europa”, la Città giardino ha bisogno di una rete ferroviaria complessiva funzionale ed efficiente.

A cominciare dal raddoppio della linea Rho-Gallarate, così da evitare imbuti, specialmente in quel di Busto Arsizio dove si dirama la linea per Malpensa e le ferrovie dello Stato incrociano le Nord. Ma non basta.

E’Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd, a parlare, ieri in conferenza stampa, dell’inderogabile necessità di rinnovare il materiale rotabile.

«Guasti, intoppi, ritardi sono purtroppo all’ordine del giorno» spiega l’esponente piddino.

«Tutto succede soprattutto a causa di convogli obsoleti – aggiunge -, che devono essere sostituiti al più presto. Solo in Lombardia serviranno almeno duecento nuove carrozze».

Investimenti in questa direzione ne sono già stati fatti e altri sono in via di definizione per cifre che sfiorano il miliardo di euro.

Ma per un definitivo rinnovamento serviranno anni. Tema prioritario, questo della vetustà dei treni, che si ripercuote inevitabilmente sulla qualità del trasporto. Qualità nella quale va inserito il discorso della sicurezza. Come migliorarla?

Pino Tuscano, responsabile della comunicazione Pd, propone l’installazione di una rete di videosorveglianza nelle trecentoventi stazioni lombarde: «Telecamere dappertutto con una sola centrale di controllo. Noi riteniamo che sia un intervento indispensabile per garantire maggiore tranquillità ai passeggeri, un problema, quello della sicurezza nelle stazioni e sui treni, che sta purtroppo creando allarme».

Su tutta questa partita, per quanto riguarda le ferrovie lombarde, si inserisce il discorso della goverance di Trenord, a cui si va interessando da qualche tempo il Gruppo di Fs.

Braccio di ferro in atto per conquistare il controllo della società che fa capo alla Regione. Qualche giorno fa, Roberto Maroni si è detto pronto a discutere della faccenda, anche se non tutte le componenti della sua maggioranza sono d’accordo. Per il governatore, scendere sotto il cinquanta per cento della società, a determinate condizioni, non è un tabù.

Pd che cosa dice in proposito?

Ricorda Alfieri: «La governance di Trenord è un tema molto delicato, perché incide sulla qualità di un servizio che riguarda i pendolari lombardi».

Tema delicato che di sicuro non resterà fuori dal convegno di domani, al quale parteciperà tra gli altri Renato Mazzoncini, amministratore delegato di Fs che appunto ha messo gli occhi su Trenord.